Lucini visto dalle associazioni e dai sindacati: «Molte questioni irrisolte, più concretezza»

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Il giudizio del mondo del lavoro sulla prima metà del mandato del sindaco
(f.bar.) Nel gergo ciclistico si potrebbe dire che il sindaco di Como, Mario Lucini, dopo 2 anni e sei mesi di mandato, ha scollinato. Arrivato in cima al gran premio della montagna, ora inizia una lunga discesa. Spesso però la picchiata conclusiva verso il traguardo può riservare insidie e, se non si è sicuri nell’affrontare i tornanti, ci si può far raggiungere e superare.
In attesa di capire come si potranno sviluppare i tanti temi sul piatto – dalle paratie alla Ticosa, giusto per citare due argomenti caldi – le associazioni di categoria e i sindacati tracciano un bilancio di questa prima parte dell’era Lucini.

«Sarà pur vero che il primo cittadino ha riacceso, ad esempio, i riflettori su lungolago e Trevitex, ma è altrettanto vero che da qui ad arrivare a una conclusione chissà quanto tempo passerà e che cosa potrà accadere – interviene il presidente di Confcommercio, Giansilvio Primavesi – Francamente posso dire come l’unica rivoluzione messa in essere dalla giunta è stata quella della Ztl che ai commercianti non è mai piaciuta. L’idea poteva essere anche condivisibile ma realizzarla senza pensare al problema dei parcheggi è stato un errore».
Il giro di boa appena compiuto fa riflettere a fondo anche gli artigiani. «C’è ancora tanto da fare. Capisco le difficoltà di essersi ritrovati con un’eredità pesante da gestire ma in ogni caso bisogna fare un passo avanti – commenta il presidente di Confartigianato Imprese, Marco Galimberti – Non si può dire che con il primo cittadino non ci sia dialogo e apprezzo il suo decisionismo, anche se a volte è in contrasto con quanto magari da noi proposto. L’importante però è che i prossimi anni siano decisivi». I dubbi assalgono anche Alberto Bergna, direttore di Cna Como. «I problemi rimasti irrisolti dagli anni precedenti hanno rallentato l’operatività della giunta. Questo è innegabile, ma adesso va impresso il cambio di passo. La sensazione, in certi casi, è che il sindaco sia stato distratto da ragionamenti di partito più che concentrato sulle reali necessità della città – dice Bergna – Attendiamo novità sulla Ticosa e sugli altri grandi temi. Ben venga la Ztl, meno riuscita invece la riorganizzazione dei parcheggi».
Fiducioso il numero uno di Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, Luca Guffanti. «Sono state aperte molte vie, ora bisognerà andare fino in fondo. Se in questi due anni e mezzo la giunta ha lavorato per prendere le misure, ora si dovrà realizzare quanto studiato. Dalla revisione del Pgt alla riqualificazione delle piazze dopo l’avvio della Ztl, fino, ovviamente, a temi come le paratie».
Graziano Brenna parla da imprenditore più che da vicepresidente di Unindustria Como. «La giunta è composta da persone per bene, non ci sono dubbi – afferma – Però mi piacerebbe vedere un maggior decisionismo. Ci sono tante questioni vitali ancora irrisolte e sta passando troppo tempo. Un’occasione perduta è stata quella del campus».
Decisamente più critiche le associazioni sindacali del territorio.
«Non parlerei di bilancio in chiaroscuro. Personalmente vedo solo buio – sottolinea il segretario generale della Cisl dei Laghi, Gerardo Larghi – Non ci sono idee o progetti per far ripartire, ad esempio, il lavoro in città e per aiutare le famiglie. Non ci sono mai stati neanche rapporti con i sindacati, è necessario un cambio di rotta e quanto realizzato, come la Ztl, non ha aiutato. I commercianti si lamentano e sinceramente le rivoluzioni urbanistiche sono belle se creano anche lavoro. L’estetica, da sola, non mi interessa».
Insufficiente anche il giudizio della Uil. «Troppe opere incompiute – commenta Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil lariana – E non si possono non criticare decisioni assunte come l’aumento della tassazione locale. Un esempio è dato dall’incremento deciso per l’addizionale Irpef».
Sindaco invece promosso dalla Cgil. «Gli darei un 6 e mezzo – dice il segretario provinciale Alessandro Tarpini – Non si può non considerare cosa Lucini ha trovato in Comune, quale situazione disastrosa ha dovuto fronteggiare. C’è sicuramente coraggio nello sforzo pressante per rimettere in moto le paratie o la Trevitex, ma avrebbe dovuto rischiare di più sul campus».

Nella foto:
Il sindaco e l’assessore Daniela Gerosa in piazza Roma nell’agosto 2013, quando il parcheggio venne destinato ai residenti

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