L’Udc: «A Como servono rigore e programmazione»


I centristi di Volontè schierano 32 candidati e vogliono sindaco David D’Ambrosio
«Siamo l’unica, vera novità di questa campagna elettorale, perché a Como il nostro partito si è completamente rifondato». Così Luca Volontè, parlamentare dell’Udc, ha presentato ufficialmente ieri i 32 candidati centristi al consiglio comunale di Como.
L’aspirante sindaco è un giovane ingegnere, nonché segretario provinciale dell’Unione di Centro: 37 anni, laureato al Politecnico di Milano e padre di tre bambini, David D’Ambrosio promette «grande attenzione alla famiglia», com’è
regola e prassi nel partito di Casini.
Nella lista dei centristi anche qualche esule di Pd e Pdl: Vittorio Mottola, ad esempio, è stato eletto nell’ultimo consiglio comunale tra le file dei democratici. Mattia Caprile invece arriva dalle truppe del Pdl. In gioco – e mai termine fu più azzeccato – anche Luca Marelli, avvocato, ex arbitro di serie A.
Volontè in apertura della conferenza marca, subito, la distanza dall’amministrazione uscente. «Nel giro di pochi mesi, dopo le ultime elezioni, alcune persone hanno cambiato casacca, facendo la valigia e spostandosi in altri partiti. Noi – dice il parlamentare – siamo delusi dagli ultimi cinque anni di amministrazione comasca, dal sindaco e dalla maggioranza. Una delusione che vedo anche all’interno del Pdl, con l’ipotesi di liste non ufficiali».
Il riferimento va chiaramente alla vicenda di Sergio Gaddi. «Il nostro candidato sindaco, David D’Ambrosio, non ha mai vissuto di politica, né vuole farlo – conclude Volontè – Non ha nulla da nascondere al fisco. Tutta la nostra lista è pulita, inattaccabile. E rappresentativa».
Il 60% dei candidati è laureato, il 35% diplomato. Dei 32, 13 sono professionisti, 5 sono docenti universitari o di scuola superiore, tre sono laureandi o appena laureati.
«Il nostro metodo di governo – aggiunge David D’Ambrosio, candidato sindaco – si può riassumere in due parole: buonsenso e programmazione. Vogliamo riservare, innanzitutto, grande attenzione alla famiglia: spingeremo sul quoziente familiare, per le tariffe d’accesso ai servizi comunali. Spazio ai giovani, ma anche agli anziani e ai disabili».
D’Ambrosio insiste poi sul lavoro e sulla casa: «Anche a Como – dice – siamo arrivati al paradosso delle abitazioni: abbiamo case senza persone, e persone senza casa. Seicento case invendute in città. Vogliamo rispondere alle richieste abitative dei più deboli».
La città di Como, secondo il candidato dell’Udc, è «sporca e degradata»: servono perciò «controllo e monitoraggio», e nell’immediato bisogna «chiudere l’infinito bando per la pulizia della città». La viabilità ha bisogno di «programmazione», e non di «interventi spot». Bisogna poi «incrementare i parcheggi per chi vive in centro, altrimenti il cuore di Como si spopola«.
Via libera alle mostre, «ma con grande attenzione ai conti». Per risolvere la questione del lungolago, serve «semplificare il progetto, cambiare la direzione lavori e definire con l’impresa una tempistica certa per l’esecuzione delle opere». E infine, per conciliare le esigenze di giovani e residenti del centro storico, secondo D’Ambrosio «è necessario individuare delle aree di sviluppo della “movida” dove i giovani comaschi si possano divertire».

Andrea Bambace

Nella foto:
Sopra, la presentazione della lista Udc ieri mattina

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