Lugano spera in Paolo Conte e Jethro Tull

Paolo Conte suonerà a Lugano

Occorre guardare avanti e sperare che ora della prossima estate questa stagione di paure e incertezze sia già messa alle spalle e che tutti possano tornare ad ascoltare la musica dal vivo. Se tutto andrà bene, le occasioni non mancheranno, a cominciare dalle proposte live del Canton Ticino, sempre più terra promessa della buona musica.
A Lugano, ad esempio, tornerà Paolo Conte, straordinario interprete della musica d’autore italiana. Dopo l’incredibile concerto di Francesco De Gregori della passata edizione, giovedì 25 giugno arriverà quindi in piazza della Riforma un altro imperdibile concerto a inaugurare la decima edizione del LongLake Festival, il cui programma definitivo dovrebbe essere annunciato alla fine di maggio. Paolo Conte, 83 anni compiuti lo scorso gennaio, sarà accompagnato da un ensemble orchestrale per farci ascoltare i grandi successi che hanno costellato una carriera unica. In concerto l’artista astigiano è sempre in compagnia del suo inseparabile piano Steinway del 1923, un vecchio pirata del palco a cui è stata accorciata una gamba solo perché il pubblico possa vedere che dietro lo strumento, in scena, c’è lui.
A casa, invece, utilizza un mezzacoda Schiedmayer, il suo preferito, uno piano leggero, morbido e nobile. Paolo Conte, nonostante in molti si siano abbeverati alla sua fonte, è convinto di non avere eredi musicali, è certo che la musica conti più del testo ma non è per questo che ascolta solo jazz.
Eppure resta difficile scindere l’opera di Conte dalla sua componente lirica. Da quel suo omonimo esordio del 1974 ad Amazing Game del 2016, un lento fiume di parole e note ha scolpito la storia della musica d’autore italiana, una strada fatta di tappe imprescindibili, segnate da quei dischi, più o meno tre o quattro per decennio, che hanno fatto di Paolo Conte uno dei musicisti più importanti del nostro tempo.
Assistere a un suo concerto è come salire su un treno che arriva sbuffando da una piccola stazione di periferia. Non ha orario, non ha tempo, si viaggia sui binari della vita senza aver fretta di arrivare.
Il Guardian, autorevole quotidiano londinese, in occasione dell’uscita del suo cofanetto Zazzarazáz – uno spettacolo d’arte varia – lo ha così definito: «Con la sua voce ringhiante, languida e uno stile cantautorale che vira dal canto al jazz, al tango e al blues, Paolo Conte è la risposta italiana a Jacques Brel, Tom Waits e Leonard Cohen messi insieme».
A Lugano c’è anche grande attesa per l’annuncio del programma dell’edizione 2020 di Estival Jazz, quest’anno atteso dal 9 all’11 luglio. Ma andando ancora oltre e guardando addirittura al prossimo autunno, ecco che si arriva addirittura al 26 novembre, quando, sempre a Lugano ma al Palacongressi, arriveranno i mitici Jethro Tull.
I sei minuti e trentuno secondi di Aqualung fissano nel ’71 uno dei momenti più ispirati della band inglese e (forse) dell’intero fenomeno progressive che si sta imponendo sulla scena rock di quegli anni. La band di Ian Anderson, popolarissima già al debutto con Stand Up, conquista tutti nel ’72 grazie all’epocale Thick as a Brick.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.