Luigi Corbetta

luigi_corbetta_autore_smallL’AUTORE
Luigi Corbetta e le alchimie della fotografia, un amore nato negli anni ’70
Fotografo per professione e per vocazione, formatosi nella mitica azienda di fotografia “Brunner&C”, Luigi Corbetta (a lato, un autoritratto) inizia a fotografare negli anni ’70. Tutte le magiche alchimie apprese al lavoro  saranno per sempre lo stimolo per ricerche ed emozioni, e la molla che farà scattare un’attività nella quale combina amore per il lavoro e per l’arte. Luigi Corbetta ha collaborato   con molti fotografi e ha esposto in numerose mostre. Ha vinto un primo premio Kodak per “Le stagioni del ritratto” ed è stato per alcuni anni fotografo ufficiale a Venezia della “Reale Associazione Bucintoro” per le regate storiche. Fra le sue pubblicazioni, “Trasparenze” (2012) e “Il magico apparire di un istante” (2013).


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L’OPERA
Ciao estate, sei un istante da incorniciare
Lorenzo Morandotti
La bella stagione splende: «Fermati istante, sei così bello» direbbe Goethe. Certo, quella atmosferica, che scandisce inesorabile il calendario, prima o poi  va in archivio. Ma  le sue vibrazioni permangono. Mago delle alchimie che presiedono la realizzazione di un’immagine, Luigi Corbetta celebra con i pedalò in primo piano e sullo sfondo un piroscafo storico, nel porto di Como, la scenografia classica del lungolago. Zona martoriata, negli ultimi anni, e qui restituita alla sua funzione turistica attraverso il linguaggio istantaneo della Polaroid. Tecnica che ha già consentito all’autore lariano di comporre un diario di viaggio fotografico dal titolo Istanti  edito da Dialogo di Olgiate nella collana “Galleria d’arte”. Per realizzare il quale ha percorso da Nord a Sud la penisola, sulle tracce dell’itinerario seguito più di cinquant’anni fa dal grande scrittore Guido Piovene. Sulle sue Polaroid Corbetta interviene, durante i pochissimi minuti che precedono l’assestarsi definitivo delle forme e dei colori, con qualche semplice strumento, in modo tale da privarle del loro carattere meccanico, esclusivamente riproduttivo, e da farle diventare l’esito dell’azione compiuta in quella manciata di istanti. Ne risulta un gesto pittorico di matrice quasi espressionista, ma ancor più un gesto narrativo, il frammento del diario di uno scrittore che sta vivendo il suo viaggio di formazione in Italia, il Paese “dove fioriscono i limoni” (e siamo ancora nella memoria goethiana). Tutto rigorosamente senza interventi elettronici.
Per assonanza, accosterei a   Corbetta i versi   di un poeta che racconta il lago e le sue suggestioni come Alessandro Quattrone, dalla nuova raccolta Prove di lontananza appena edita da Book: «La scalinata odora ancora d’acqua / e di montagne, di riflessi e pace»

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)
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