Luigi Di Maio a Carugo: «Via l’Imu da capannoni e immobili strumentali»
Economia, Elezioni 2018, Politica

Luigi Di Maio a Carugo: «Via l’Imu da capannoni e immobili strumentali»

Dopo il reddito di cittadinanza, ecco un’altra promessa targata Movimento 5 Stelle. Il leader pentastellato Luigi Di Maio ieri, dal cuore della Brianza, a Carugo, dove era già stato in dicembre, si è rivolto agli imprenditori del territorio e ha annunciato l’intenzione di togliere l’Imu dai capannoni, tra i particolari del suo programma economico, qualora fosse indicato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella quale presidente del consiglio. Ma ha anche parlato dello scenario politico che si sta delineando, soprattutto in vista dell’elezione dei presidenti delle due Camere.

Nell’azienda di marmi di Giuseppe Caggiano, fondatore del movimento Drappobianco, Di Maio ha parlato però soprattutto di economia e lanciato alcune proposte di governo che ritiene immediatamente praticabili. «Ha un alto valore simbolico – ha detto il leader M5S – parlare in un’azienda che produce per il Paese, abbiamo tante realtà cui è stato detto di investire e su cui è poi gravata l’Imu sui beni strumentali. Una delle battaglie di civiltà da fare subito, fin dal Documento di economia e finanza che il Parlamento voterà il prossimo mese di aprile, è superare appunto l’Imposta Municipale Unica su beni strumentali e capannoni».

«Il nuovo Parlamento deve decidere dove spostare i soldi degli italiani – ha precisato Di Maio – E noi vogliamo evitare che aumenti l’Iva». Un altro tema caldo sul fronte economico è il costo del lavoro. «È impensabile» per Di Maio «parlare oggi di conflitto fra datori e dipendenti, non ha ragione di esistere in un Paese in cui il dipendente si sente imprenditore e il datore di lavoro è dipendente di se stesso e ambedue lavorano per il medesimo obiettivo». per il medesimo obiettivo».

«Oggi possiamo parlare di robotizzazione – ha detto ancora Di Maio – ma il made in Italy ha la sua grande forza nell’artigianalità, un valore che nessuna macchina potrà sostituire. Ma per renderlo competitivo nel mondo, il made in Italy, occorre affrontare subito il tema del costo del lavoro: se assumo a 2mila euro netti al mese, ogni stipendio non può costare il doppio all’impresa. In Spagna uno stipendio di 1300 euro costa al datore di lavoro, per fare un esempio, 300 euro. Si crea anche un enorme problema di concorrenza sleale tra paesi che gravitano sullo stesso marcato comune europeo».

E poi c’e il grande mostro della burocrazia: «Usiamo una legge utile, una sola, per abolire le centinaia di leggi che vi rendono la vita impossibile. Questa che inizia non deve essere una legislatura che fa una legge ogni due giorni. Non è possibile gravare sulle aziende e su chi lavora con normative che cambiano di continuo. Redditometro e studi di settore, ad esempio, vanno abiliti. Per combattere l’evasione ci sono strumenti digitali». Come detto, spazio anche al dibattito politico: «La Germania ci ha messo sei mesi per fare un governo, noi ci metteremo di meno. E i presidenti delle camere vogliamo sceglierli parlando con tutte le forze politiche. Nelle prossime ore sentirò i segretari di tutte le forze politiche e chiederò la presidenza della Camera perché siamo la forza politica prevalente».

18 marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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UN COMMENTO SU QUESTO POST To “Luigi Di Maio a Carugo: «Via l’Imu da capannoni e immobili strumentali»”

  1. L imu sui capannoni produttivi e non produttivi non e sostenibile …..bravo di maio…..e un crimine nei confronti di una persona che ha lavorato una vita per farsi qualcosa e ad oggi non puo reggere. …

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