L’ultimo saluto a Mario Frigerio: «Ora può abbracciare la sua Valeria»

Mario Frigerio

L’addio al supertestimone
A Montorfano la cerimonia funebre dell’unico sopravvissuto alla strage di Erba
L’ultimo addio è a Mario Frigerio. Nella chiesa di Montorfano, però, si avverte forte anche la presenza della moglie Valeria. E così pure di Raffaella, Youssef e Paola. Cinque vittime della stessa cieca e brutale violenza nella maledetta notte dell’11 dicembre 2006. Legati indissolubilmente, i morti e Mario, l’unico sopravvissuto diventato suo malgrado il supertestimone dell’inferno di via Diaz.
La vita di Mario Frigerio si è fermata quella stessa notte. I successivi otto anni sono stati

una faticosa esistenza scandita dai tempi della giustizia. «Volevo andare da mia moglie ma ero paralizzato», ha ricordato più volte nelle sue drammatiche testimonianze il superstite.
Ora, nell’aldilà, l’abbraccio tanto atteso. «Mario ha dovuto trovare un motivo e una risposta a un dolore che non avrebbe mai pensato di provare in modo così tragico – dice il parroco di Montorfano, don Felice Cantoni – Da allora, ha desiderato quell’abbraccio con l’amata Valeria che realizzerà nella casa del Padre».
I figli Elena e Andrea, seduti accanto alla bara, si abbracciano e si guardano negli occhi. Stretti a loro ci sono i rispettivi compagni e i figli, i tre nipoti di Mario e Valeria. I due più piccoli hanno potuto conoscere la nonna solo dalle fotografie. Riservati e schivi, così come si sono sempre mostrati in questi anni in cui sono stati costretti a finire sotto i riflettori, Elena e Andrea seguono la bara del padre. In silenzio, abbracciati, gli occhi segnati da un pianto silenzioso. Per otto anni sono stati il sostegno di papà.
E anche ora, mentre camminano lenti, sembra di vedere tra loro Mario Frigerio, il passo segnato per sempre dalle ferite subìte la notte della strage, gli occhi velati di malinconia, il sorriso spento.
A poca distanza dai figli di Frigerio c’è Carlo Castagna. Nell’inferno di Erba ha perso la figlia Raffaella, la moglie Paola Galli, il nipotino Youssef Marzouk. Accanto a lui c’è il figlio Giuseppe. «A Frigerio devo molto, come a sua moglie – ha detto Carlo Castagna nelle scorse ore – Quella notte, nei confronti di Raffaella hanno fatto un atto di vero altruismo». E in chiesa c’è anche Manuel Gabrielli, l’avvocato dei Frigerio diventato negli anni un amico.
Durante il rito funebre, il pensiero e la preghiera del parroco corre inevitabilmente a tutte le vittime della strage di Erba. «Preghiamo per Mario – dice don Felice – per Valeria e per i defunti della famiglia Castagna».
«Nel suo cuore – dice ancora il sacerdote – Mario ha trovato il coraggio di amare, di perdonare e di fare forza anche a chi ha sofferto tanto quanto lui, in particolare la famiglia Castagna e le altre persone colpite dalla tragedia che ha sconvolto tante vite».
Restano fuori dalla chiesa i nomi di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i responsabili del massacro. I coniugi sono stati condannati in via definitiva all’ergastolo per quattro omicidi e il tentato omicidio proprio di Mario Frigerio. Nessuno fa i loro nomi, ma il pensiero corre inevitabilmente a Olindo e Rosa al momento delle letture della liturgia funebre. Nei brani delle Sacre Scritture risuonano le parole «perdono» e «misericordia» ma anche «amate i vostri nemici» e «porgete l’altra guancia».
«Non sono brani scelti ad hoc, ma quelli proposti dalla liturgia odierna – sottolinea don Felice nell’omelia – Forse il Signore sapeva che, in questa circostanza, avremmo avuto bisogno di parole di luce, di speranza, di conforto. Sono parole difficili da mettere in pratica, da tradurre in atti concreti. Questo però ci ha insegnato Gesù. E questo inno alla carità e all’amore è lo stesso che ora, in questo momento, Mario ci sta ripetendo dal paradiso».
Non c’è spazio per altre parole. È il momento di spegnere i riflettori su Mario Frigerio. Per otto anni è stato «il supertestimone», «il sopravvissuto», «lo scampato alla strage».
Ora può tornare ad essere un padre, un nonno, un fratello, accompagnato dalle lacrime dei suoi cari nell’ultimo viaggio. Un marito che torna finalmente accanto all’adorata moglie. Per sempre.

Anna Campaniello

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