L’umanità dei collaboratori scolastici

opinioni e commenti di adria bartolich

di Adria Bartolich

Quando si parla di personale scolastico generalmente si intende il personale docente. Certo gli insegnanti hanno nella scuola il ruolo centrale. Senza bravi docenti non esiste una buona didattica, né una buona educazione, né sul piano generale una buona scuola.

La scuola è però un sistema complesso dove tutte le figure impegnate assumono, volenti o nolenti, un ruolo educativo fondamentale. Dal dirigente che deve avere una visione complessiva del sistema, al personale di segreteria, incaricato di svolgere un ruolo particolarmente delicato nel rapporto con i genitori e le famiglie, ai collaboratori scolastici che oltre ad occuparsi della pulizia dell’istituto ormai svolgono una pluralità di mansioni che vanno dalle fotocopie alla gestione del rapporto diretto con i genitori e coi ragazzi.

Rapporto che si è intensificato, non il contrario, nella scuola della fase Covid. I controlli sulla temperatura corporea piuttosto che la gestione dei ragazzi con improvvisi malori, e dei genitori chiamati in tutta fretta perché li riportassero a casa, sono stati una vicenda ben più complessa di quanto possa apparire a prima vista.

Infine c’è tutta la parte che riguarda il rapporto educativo, che spesso è in sordina, per il mantenimento del quale il ruolo dei collaboratori, anche se non sembra, è assolutamente essenziale, ed è fatto di piccole grandi cose che spesso si dimostrano essenziali. Voglio parlare proprio di questo, di quanto cioè sia importante avere bidelli, per una volta li chiamerò ancora così, come si faceva un tempo, che si prendono a cuore i ragazzi capendo che il loro ruolo va ben oltre alle mansioni ordinarie. Avere un bravo collaboratore significa potersi appoggiare ad esso per la gran parte delle situazioni e degli imprevisti, molti, che accadono nelle scuole.

Dalla gestione del genitore intemperante, a quella del ragazzo in crisi che non è in grado di rimanere in classe ma ha bisogno del supporto di qualcuno per sentirsi accettato e rincuorato, a quello dell’alunno in difficoltà anche per questioni di ordine materiale, e non sono pochi, che nel collaboratore può trovare sostegno, accoglienza e umanità. Cos’è se non quest’ultima che, fuori da protocolli, mansionari e contratti, può far sì che un collaboratore scolastico, sentendo una stretta al cuore di fronte a un ragazzino che confessa di non avere una melodica e di non potersela permettere, si metta al lavoro per trovarne una abbandonata nel magazzino della scuola? Oppure recuperi strumenti da disegno, a volte vestiti e scarpe per farlo sentire meglio nel rapporto con gli altri, diventando una figura talmente importante per lui da sentirsi ringraziare nella Giornata della mamma?

Sì, nella scuola succede anche questo. Grazie a tante persone che in silenzio, prendono il loro lavoro non solo come un modo per guadagnare ma anche di stare al mondo. E i ragazzi lo capiscono. Eccome!

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.