Luminarie, Bruni attacca Confcommercio. «Vergognoso e ridicolo non investire 80 euro»

Primo cittadino scatenato contro la categoria per le mancate adesioni
Si alzano i toni polemici per la vicenda delle luminare natalizie. O, per meglio dire, per la pressoché certa assenza delle luci tipiche in gran parte della città di Como. A far salire la temperatura, a dispetto del periodo, è il sindaco del capoluogo, Stefano Bruni. Il quale ieri ha deciso di uscire allo scoperto sulla vicenda. E, com’è piuttosto tipico del personaggio, le parole scelte per affrontare la questione sono state deflagranti. Tanto che Bruni è arrivato a invocare il senso della

“vergogna” per i commercianti che si sono defilati. Prima di scendere nel dettaglio, però, giova ricordare la materia del contendere.
Tutto nasce dal flop dell’iniziativa lanciata da Palazzo Cernezzi tra inizio ottobre e metà novembre, quando tutti i commercianti del centro vennero interpellati sul tema luminarie. La domanda era semplicissima: siete disposti a pagare 80 euro (circa 100 Iva inclusa) per contribuire all’illuminazione natalizia della città? L’esito è stato un (mezzo) disastro.
Alla fine, soltanto in 14 vie (su 35) si accenderanno le tradizionali luci. Numero che, per una città dalle ambizioni turistiche, sembra davvero misero, visto che la gran parte delle vie dello shopping rimarranno al buio.
La spiegazione per un simile, infelice risultato data dal presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi, è stata la seguente: «Ha influito la crisi. Molti commercianti non se la sono sentita di investire questa somma, per piccola che sia. Nel complesso, visti i tempi che corrono, si potrebbe vedere il bicchiere mezzo pieno e sottolineare il fatto che metà città verrà illuminata»
A questo punto della vicenda – e per l’esattezza ieri mattina – il sindaco di Como, Stefano Bruni, ha metaforicamente perso le staffe. E ha espresso il suo punto di vista sull’atteggiamento dell’associazione dei commercianti guidata da Primavesi. «Siamo di fronte a un atteggiamento vergognoso – ha affermato il primo cittadino – La questione ormai è ridicola. Avere mezza città non illuminata a Natale, perché i commercianti non vogliono spendere 80 euro, è incredibile». Concetti forti, ribaditi nella seconda considerazione. «Di fronte a vicende simili – ha concluso il sindaco – confermo proprio che questa è una città di retroguardia».
Fin qui, dunque, lo scontro frontale. Che, comunque, difficilmente modificherà in meglio il lunghissimo elenco di strade che resteranno al buio a Natale: via Mentana, via Muralto, via Rusconi, via Ballarini, via Cadorna, via Natta, via Odescalchi, via G.B. Grassi, via Boldoni, via Rovelli, via Adamo del Pero, via Lambertenghi, via Vitani, via Primo Tatti, via Volta, via Rezzonico, via Carloni, via Ciceri, via Volpi, via Olginati e via Monti. Ovvero, tutte le zone dove l’adesione degli esercenti alla richiesta di contribuire all’installazione delle luminarie è stata inferiore al 50% del totale. A conti fatti, dunque, dopo le polemiche dell’anno scorso sulla tipologia dell’illuminazione scelta dal Comune per il centro, anche quest’anno la Como natalizia farà discutere. E, di sicuro, sarà per almeno metà al buio.

Emanuele Caso

Nella foto:
Un esempio di luminarie installate a Como negli anni scorsi. Quest’anno il capoluogo resterà per buona parte senza i tradizionali decori natalizi

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