Luminarie e fatture, è polemica. Opposizioni all’attacco sul “Natale” cittadino

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Sotto l’albero di Natale – che a Como sarà acceso questo pomeriggio, in piazza Grimoldi, alle 17.30 – la politica lariana continua a stipare polemiche. Le opposizioni a Palazzo Cernezzi, in particolare, non si fanno intenerire dalle atmosfere ovattate e rilassate delle feste di fine anno. E lanciano bordate. Ovviamente contro la giunta di centrodestra.
Le ultime stilettate sono giunte ieri prima da Alessandro Rapinese e dopo dal Partito Democratico.
In un breve video postato sul suo profilo Facebook Rapinese è tornato a chiedere la massima trasparenza sui conti della Città dei Balocchi, manifestazione «nata per ravvivare un po’ il Natale». In principio, dice il consigliere di minoranza, «la differenza tra quanto gli organizzatori incassavano e quanto invece spendevano si dava in beneficenza alle associazioni di volontariato. Bene, visto che andavano sempre a zero nel bilancio, ho pensato: tu che organizzi i Balocchi, mi dai le fatture, così capisco dove finiscono i soldi che incassi e come li spendi. Ho fatto fare una mozione che è stata approvata all’unanimità in consiglio comunale. Le fatture me le han date? No».
Il Pd, da parte sua, con un comunicato stampa del gruppo consiliare, ha ironizzato sui tempi (e i ritardi) delle luminarie. «Gli eventi estivi a luglio, le luminarie a gennaio?», scrivono i Dem che si dicono «sempre più basiti dal modo di operare» della giunta. «Leggiamo che, rispetto agli anni scorsi, le luminarie previste per le festività natalizie, quest’anno si vedranno solo a partire dal 6 dicembre, sempre che venerdì sia tutto a posto. Ci chiediamo cosa non funzioni improvvisamente nell’organizzazione di eventi che si ripetono stagionalmente da decenni, con questa giunta: in estate abbiamo dovuto aspettare luglio inoltrato per vedere il calendario delle manifestazioni. Adesso, Landriscina e i suoi non riescono neanche ad accendere due decorazioni luminose. La Lega, il suo sindaco e i suoi alleati sono lenti e sempre in ritardo. E purtroppo non soltanto nelle iniziative ludiche», concludono i consiglieri del Pd.

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