Luminarie, lo stupore dei comaschi verso i commercianti

La città senza illuminazione per le feste
Coro unanime: «Sostenere di non avere 100 euro è una scusa che non regge»
La crisi non è ancora alle spalle. I conti in tasca continuano a non tornare. Ma che i 100 euro richiesti da Palazzo Cernezzi ai commercianti per poter abbellire la città con le luminarie natalizie rappresentino una somma eccessiva, viene ritenuto incomprensibile dai comaschi.
I giudizi raccolti ieri pomeriggio in centro a Como sono inappellabili. Il concetto che accomuna tutti gli intervistati è semplice: i negozianti, in questo periodo di feste, fanno solitamente affari d’oro

, e la cifra chiesta per creare quell’inconfondibile atmosfera natalizia non può essere ritenuta eccessiva.
«Mi sembra una forzatura nascondersi dietro alla crisi per non voler dare 100 euro – dice Maurizio Landi – Non penso sia un atteggiamento corretto. A molti commercianti basta solo vendere un articolo per pagare quanto chiesto».
Nei giorni scorsi dal Comune di Come è arrivata la notizia che solo in 14 strade su 35 verranno accesi gli addobbi natalizi. Questo perché sono tanti gli esercenti che hanno ritenuto eccessiva la spesa da affrontare, come confermato anche dal presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi.
E così l’elenco delle strade “vip” che non avranno le caratteristiche luci è lungo: via Mentana, via Muralto, via Rusconi, via Ballarini, via Cadorna, via Natta, via Odescalchi, via G.B. Grassi, via Boldoni, via Rovelli, via Adamo del Pero, via Lambertenghi, via Vitani, via Primo Tatti, via Volta, via Rezzonico, via Carloni, via Ciceri, via Volpi, via Olginati e via Monti. Qui l’adesione degli esercizi commerciali è stata inferiore del 50%, ragion per cui si è deciso di non installare gli addobbi.
«È una vera tristezza – interviene Simona Pensa – Anche perché le persone amano passeggiare in una città accogliente, confortevole e carica di atmosfera. Sono sicuramente anche più invogliati a fare shopping. E a Natale tutti fanno acquisti. Non posso credere che 100 euro incidano sul bilancio di un negozio». Incredulità che colpisce i comaschi già in caccia di regali. «Ci vogliono le luci. È sempre stato così – aggiunge Enrica Cutugno – Il Natale, oltre all’aspetto religioso, è anche questo. Non mi sembra che possano essere 100 euro a mandare in rosso un negoziante».
Palazzo Cernezzi ha garantito la copertura delle spese di fornitura elettrica con 15mila euro. La Camera di Commercio invece darà un contributo di 5mila euro per illuminare Porta Torre. «Capisco il momento difficile. Siamo tutti colpiti dalla crisi e forse per certi commercianti che già non navigano in buone acque, anche piccole somme come quelle richieste possono incidere – interviene Rita Bianchi – Anche se poteva essere visto con un investimento a breve termine, visto che sotto Natale tutti fanno acquisti».
Non è però solo colpa della crisi se un numero così elevato di negozianti ha deciso di non aderire al progetto del Comune. In molti casi ha influito, come detto dai commercianti, anche la scarsa qualità degli addobbi installati lo scorso anno. «Non è ammissibile ascoltare simili giustificazioni da parte degli esercenti – conclude Desirée Quagliara – Cento euro li guadagnano in 5 minuti, con un solo cliente. La scusa non regge».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Una foto dell’anno scorso. Anche nel 2010 le luminarie suscitarono grandi polemiche

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