«Un comitato monopolizza i fondi Cariplo»

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Sette milioni da assegnare
Ca’ d’Industria contro Camera di Commercio e Comune di Como: «Soldi chiesti per campus e Villa Olmo, anziani dimenticati»

(m.d.) Ca’ d’Industria all’attacco contro Camera di Commercio e Comune di Como, accusati di volersi spartire i 7 milioni di euro messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo puntando su due progetti – campus universitario al San Martino e ristrutturazione di Villa Olmo – senza lasciare spazio ad altre iniziative. Il presidente dell’ente che gestisce le principali case di riposo cittadine, Paolo Frisoni, si dice «stupito» e parla apertamente di «un comitato» che mira a «monopolizzare l’intero

contributo previsto da Fondazione Cariplo». Il riferimento è al Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Como, attorno al quale siedono i rappresentanti delle organizzazioni e delle istituzioni che rappresentano la realtà economico-produttiva, sociale e politica del territorio lariano. Un organismo che tra i principali attori vede proprio la Camera di Commercio.
Ebbene, il 23 settembre scorso il Tavolo in questione, riunito a Villa del Grumello, ha indicato all’unanimità la realizzazione del campus universitario al San Martino come il progetto prioritario da sviluppare per concorrere all’assegnazione dei 7 milioni di euro destinati dalla Fondazione Cariplo alla provincia di Como. Accanto al campus, il Tavolo ha pure indicato un secondo progetto da sottoporre al vaglio della potente Fondazione guidata dall’avvocato comasco Giuseppe Guzzetti: la ristrutturazione di Villa Olmo.
Ma Paolo Frisoni, presidente della Fondazione Ca’ d’Industria, ente che gestisce quattro case di riposo che ospitano in tutto circa 450 anziani, non ci sta.
«Siamo una realtà del territorio da valorizzare – afferma – e pensiamo di avere il diritto di concorrere ad attingere a una parte, peraltro piccola, del contributo che sarà erogato dalla Fondazione Cariplo. Ma nessuno pensa agli anziani, nessuno ha preso in considerazione i problemi legati al progressivo invecchiamento della popolazione: il Tavolo della competitività pensa soltanto alla cultura e all’università e vuole destinare a questi progetti tutti i soldi a disposizione».
Subito dopo la riunione del 23 settembre scorso, il presidente di Ca’ d’Industria ha messo nero su bianco la sua amarezza e il suo sconcerto. Ha scritto una lettera, datata 25 settembre, al sindaco del capoluogo, Mario Lucini, al presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis, e al commissario straordinario dell’amministrazione provinciale, Leonardo Carioni, con due obiettivi.
Innanzitutto ricordare che la Ca’ d’Industria presenterà alla Fondazione Cariplo (la scadenza del bando di assegnazione dei 7 milioni di euro è fissata per il prossimo 15 novembre) un progetto per ristrutturare la residenza sanitario-assistenziale (Rsa) di via Brambilla, attivare un nuovo centro di cottura nella Rsa di Rebbio, migliorare i servizi offerti nella casa-albergo “Villa Celesia” di via Bignanico e riqualificare il parco attiguo alla stessa “Villa Celesia” e alla vicina Rsa “Le Camelie”, anch’essa in via Bignanico.
In secondo luogo per esprimere il suo «vivo stupore nell’aver appreso dell’iniziativa di un “comitato” mirata a monopolizzare l’intero contributo previsto da Fondazione Cariplo» e per sottolineare «la necessità e l’opportunità che una parte delle risorse stanziate venga posta a beneficio di una delle fasce più deboli della popolazione quale è quella anziana», al fine di «consentire il mantenimento di un patrimonio di Como, quale è la Ca’ d’Industria, e dare la possibilità agli attuali ospiti e alle prossime generazioni di beneficiare di standard qualitativi sempre più elevati».
Ieri Paolo Frisoni ha precisato che «senza finanziamenti rischiamo di dover chiudere la Rsa di via Brambilla perché perderemo l’accreditamento regionale se non eseguiremo una serie di lavori necessari per mettere a norma la struttura». Con il progetto che verrà presentato alla Fondazione Cariplo, la Ca’ d’Industria mira a ottenere solo una parte di quei 7 milioni di euro che il Tavolo per la competitività vorrebbe invece destinati esclusivamente a campus e Villa Olmo. «Noi chiederemo l’assegnazione di un milione e mezzo di euro – spiega Frisoni – Se poi riusciremo a ottenerne di più, meglio».
«Che le esigenze degli anziani non siano state prese in considerazione non è stato un bel segnale, anche perché il nostro consiglio di amministrazione è designato dal Comune di Como, che nomina 5 membri, e da Provincia e Regione, ciascuna delle quali indica un componente – conclude Frisoni – E per di più noi abbiamo già tutte le autorizzazioni necessarie per portare avanti il progetto, come richiesto dal bando della Fondazione Cariplo, a differenza degli altri progetti in gioco. Non ho nulla contro il campus o Villa Olmo, ma chiedo che si pensi a tutti i bisogni, che venga lasciato spazio anche agli altri».
Ieri sera, durante la trasmissione in diretta di Etv con il sindaco, in onda il martedì con cadenza bisettimanale, lo stesso primo cittadino ha ricordato che «l’indicazione del campus e di Villa Olmo quali progetti prioritari è stata fatta da tutto il Tavolo per la competitività e non solo da Camera di Commercio e Comune di Como». Lucini ha anche precisato di non essere ancora a conoscenza della proposta della Ca’ d’Industria e di essere pronto a prenderla in considerazione.

Nella foto:
A sinistra, la casa di riposo di via Brambilla, che rischia di perdere l’accreditamento regionale se non verrà ristrutturata. Sopra, la residenza sanitario-assistenziale di Rebbio, dove è prevista la creazione di un nuovo centro di cottura dei pasti (Mv)

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