«Un fatto grave, interverremo»

Il presidente della Confcommercio
Parla di un fatto grave, Giansilvio Primavesi, presidente di Confcommercio, ma prima di intervenire come associazione ha bisogno di prove. E per questo il numero uno dell’Unione provinciale Commercio Turismo e Servizi non condivide la scelta fatta da Daniele Tino, ossia denunciare direttamente ai media questo attacco al made in Italy.
«Personalmente non sono d’accordo con la scelta di scrivere a un giornale – spiega Primavesi – Se l’imprenditore avesse contattato la nostra associazione sicuramente

avremmo affrontato la sua segnalazione. Che siano in vendita nei negozi diversi prodotti cinesi è un dato di fatto, ma qui si parla di qualcuno che toglie l’etichetta made in Cina, qualcosa di ben più grave».
Una vera e propria contraffazione, insomma, ai danni di chi invece continua a produrre in Italia, ma anche di chi ha scelto di vendere articoli cinesi, ma non nasconde certo questa scelta.
«Come associazione siamo stati i primi a difendere il made in Italy – spiega ancora Primavesi – e di questo siamo ancora convinti. Se è vero che c’è chi spaccia tessuti e confezioni cinesi o indiane per italiane ci troviamo di fronte a una scorrettezza molto grave. Confesso che nella mia lunga esperienza nel settore ne ho viste un po’ di tutti i colori e ormai non mi meraviglio più di niente».
Come può affrontare il problema Confcommercio anche a livello locale?
«Nei prossimi giorni abbiamo in programma un incontro del settore del tessile abbigliamento – spiega ancora Primavesi – Invito Daniele Tino a rivolgersi prima possibile alla nostra associazione cosicché possiamo affrontare la questione direttamente nella prossima seduta del consiglio. Passi da noi in associazione, lo aspettiamo. Forse, ripeto, lo doveva fare prima di parlare sui giornali, anche perché noi ora ci troviamo con una segnalazione precisa, ma abbiamo bisogno prima di tutto di una denuncia circostanziata per intervenire».
«Abbiamo i mezzi per intraprendere un’azione a difesa del made in Italy e per richiamare chi trasgredisce in un modo così palese – commenta ancora il presidente dell’Upcts – Però, ripeto, prima di lanciare il sasso nello stagno dobbiamo essere sicuri, io sono convinto che Tino abbia delle prove e allora ce le porti».
«La difesa della qualità dei nostri negozi è uno dei doveri dell’associazione», spiega ancora Primavesi. La Confcommercio lariana ha attivato anche di recente delle campagne promozionali per i negozi di Como contro il fenomeno del pendolarismo verso il Canton Ticino.
«Certo, e continueremo a promuovere la qualità dei nostri commercianti – dice ancora il presidente – Ma un’associazione di categoria non può mettersi a spiare i negozi. Non è il nostro compito. Abbiamo però tutti i mezzi per intervenire noi stessi e per fare intervenire chi di dovere dopo una segnalazione che deve essere ben circostanziata. Ognuno si deve in questo caso assumere la responsabilità di quanto dice».

Paolo Annoni

Nella foto:
Il presidente della Confcommercio lariana, Giansilvio Primavesi, all’interno del suo negozio di abbigliamento (Mv)

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