Cronaca

«Un fenomeno in crescita per scelta non per necessità»

alt L’opinione degli amministratori comunali

(m.d.) Cremazioni in aumento, ma più per scelta che per necessità. È la tendenza rilevata dagli amministratori comaschi che sempre più spesso registrano, da parte dei loro concittadini, il desiderio di venire ridotti in cenere piuttosto che seppelliti nei cimiteri. A spingere i lariani verso questa opzione sono però soprattutto le convinzioni personali, non tanto la carenza di posti

nei camposanti o gli elevati costi delle tumulazioni.
«Sicuramente c’è una crescente tendenza alla cremazione – conferma Angelo Cairoli, assessore del Comune di Erba, responsabile dei servizi cimiteriali – Si tratta di una pratica che prima era considerata, anche dal punto di vista religioso, poco idonea e che invece oggi è sempre più diffusa».
E non perché i camposanti siano ormai saturi. «Per quanto riguarda il nostro comune – spiega l’assessore – non vi sono problemi di spazio perché disponiamo di molti cimiteri. Nemmeno i costi sono esorbitanti: se si opta infatti per una sepoltura nei campi comuni, si pagano 250-300 euro per un periodo di 15 anni».
L’amministrazione erbese sta inoltre predisponendo un’area dedicata alla dispersione delle ceneri. «Il progetto è stato curato dall’architetto e consigliere comunale Paolo Farano – afferma Cairoli – e prevede la creazione di un’area verde, adiacente al cimitero maggiore, con diversi alberi e un corso d’acqua. Sarà in funzione entro la fine dell’anno».
Anche a Brunate le cremazioni sono in crescita. «La gente lascia sempre più come proprio ultimo desiderio la cremazione – dice il sindaco Davide Bodini – È una scelta personale, legata a molteplici motivi, non certo alla mancanza di spazi. Tra le motivazioni può figurare anche il fattore economico, visto che le cellette per la conservazione delle ceneri costano meno dei colombari».
Analoga la posizione del sindaco di Bellagio. «Cinquant’anni fa era impensabile – afferma Angelo Barindelli – oggi registro invece tra i miei concittadini una maggiore apertura verso la cremazione, che credo sia entrata nella mentalità comune. Molti preferiscono fare questa scelta a prescindere dalla disponibilità di posti nei cimiteri e dai costi delle tombe e dei colombari. E vi sono anche molti stranieri che scelgono di venire in Italia per disperdere le proprie ceneri nel mare o nei laghi».
La cremazione è invece un fenomeno ancora limitato a Menaggio. «Cinque o sei anni fa – spiega il vicesindaco Donata Venini – ho fatto un sondaggio tra i concittadini, le cui preferenze sono risultate ancora a favore delle sepolture tradizionali. Mi aspettavo invece una maggiore incidenza delle cremazioni».

7 marzo 2013

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