«Un labirinto per colpa della Motorizzazione»

altOdissea per immatricolare una moto

Un «labirinto di difficoltà». Con queste parole, un ingegnere comasco ha raccontato nei giorni scorsi, sulle nostre pagine la sua odissea per immatricolare una moto 125 utilizzando lo Sportello telematico dell’automobilista, un servizio nato per consentire agli utenti di ottenere in tempi rapidi le targhe, la carta di circolazione e il certificato di proprietà di un veicolo compiendo in autonomia alcune operazioni, senza dover pagare intermediari, e riducendo il tempo trascorso davanti agli

sportelli del Pra, il Pubblico registro automobilistico gestito dall’Aci, e agli uffici della Motorizzazione civile (emanazione, questi ultimi, del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
Ebbene, quella che avrebbe dovuto essere un’autostrada per svolgere agevolmente le pratiche per immatricolare la nuova moto – operazione per la quale erano stati chiesti «300 euro, 60 per i contributi e 240 per il servizio», come spiega lo stesso centauro lariano – si è invece rivelata un percorso lungo e tortuoso.
Il cittadino si è dovuto scontrare soprattutto contro le lungaggini della Motorizzazione civile, che in città ha sede in via Tentorio 21, mentre ha trovato piena collaborazione da parte degli uffici del Pra, ospitati nella sede dell’Aci di viale Masia.
«Ho dovuto recarmi cinque volte alla Motorizzazione, tre volte al Pra e una al concessionario che mi aveva venduto lo scooter», spiega il centauro. Allo sportello di via Tentorio «mi si invitava a ripassare senza dirmi il perché». Ma non solo: «Mi è stato detto che erano necessari alcuni documenti che poi si sono rivelati inutili – aggiunge l’ingegnere – Ho rischiato di dover coinvolgere un notaio senza che fosse necessario. Il personale del Pra, invece, si è prodigato per risolvere la situazione e lo ringrazio per il prezioso aiuto, così come ringrazio il concessionario. Alla fine sono riuscito a immatricolare la mia moto. C’è voluta pazienza e determinazione».
Infine, un’ultima considerazione dopo le vicissitudini vissute davanti agli sportelli della Motorizzazione civile e il tempo perso: «Non si tratta così un contribuente – conclude il centauro – In uno Stato di diritto gli uffici pubblici sono al servizio dei cittadini».

Nella foto:
La sede della Motorizzazione civile di Como, in via Tentorio. La struttura fa capo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (foto Fkd)

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