Cronaca

«Una mostra difficile da piazzare sul mercato»

altI commenti a caldo

«Sono emozionato, il linguaggio dei video si sposa bene con lo stile neoclassico di Villa Olmo. In realtà la mostra è tutta una grande città non virtuale ma concreta, in cui tutti ci possiamo sentire protagonisti o comparse, a seconda del nostro atteggiamento. E in cui gli stili si sovrappongono e si incrociano continuamente». E ancora: «Siamo di fronte a una mostra dinamica, come è dinamica in tutti i sensi la città moderna e contemporanea, ed è quindi naturale che sia una mostra in cui la forma segue esattamente la funzione». Parole di Jan Tichy, classe 1974, docente all’Art Institute of Chicago, ossia l’artista

che ha dato vita alla prima opera, Things to come, il video che si vede all’inizio del percorso, tratta da una serie di foto del mitico artista Làzlò Moholy-Nagy. La sua opera anticipa di pochi passi la stupefacente sala dei disegni architettonici del futurista comasco Antonio Sant’Elia, che da soli valgono ripetute visite di analisi e meditazione: quanto avrebbe dato al mondo, se non fosse morto al fronte? «Sono onorato di dialogare con la mia opera con un maestro del Novecento come il vostro architetto futurista – dice Tichy – così come con un regista fondamentale e visionario come Fritz Lang, il cui Metropolis è in proiezione nella sala successiva, ogni giorno, durante la mostra».
«Possiamo dire che è una mostra soprattutto di Marco De Michelis» ha sottolineato ieri lo studioso di Sant’Elia, Luciano Caramel, attribuendo al critico e curatore anche il ruolo di artista nel senso letterale di poeta, ossia di colui che fa e che crea e si prende la responsabilità di quanto fatto.
Perplessità ha invece espresso un critico autorevole come Flavio Arensi, da dieci anni direttore degli spazi espositivi della città di Legnano: «Mi sembra una mostra difficile da piazzare sul mercato: io avrei tenuto ben salda l’ipotesi di una mostra completa e anche scientificamente approfondita su Sant’Elia, lasciando perdere ogni tipo di contorno».

L.M.

Nella foto:
Marco De Michelis
24 marzo 2013

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