«Una serie di infortuni non lo ha aiutato. Ma posso garantire: è un uomo di qualità»

La difesa di Antonio Tesoro
Antonio Tesoro è l’uomo che ha portato Francesco Ripa al Como e che lo ha sempre difeso. Lo fa anche in questa occasione. «Secondo me c’è un pregiudizio nei confronti di Ripa – spiega il responsabile dell’area tecnica – Per esempio, dicono che sia uno che salti gli allenamenti. Invece io ribatto che si allena fin troppo».
«Purtroppo – aggiunge Tesoro – lui non è al meglio della condizione. Calcolate che avevamo studiato un piano di recupero in cui era previsto che venisse utilizzato
per 20’, sabato scorso e domani con la Spal, per un tempo con il Benevento e poi sarebbe rientrato a tempo pieno nella partita successiva».
Ma c’è stato l’infortunio al centravanti Diogo Tavares, che tra l’altro per la gara di domani a Ferrara dovrebbe recuperare. «E lui è partito come titolare – spiega ancora il dirigente – e, se devo parlare chiaro, devo dire che non è nemmeno stato tra i peggiori. Ha iniziato bene, poi è andato male, ma come tutta la squadra. Ma, secondo me, ha lottato e si è battuto».
Detto questo, lo stesso Tesoro si rende conto del fatto che finora il rendimento di Ripa non è stato all’altezza delle aspettative. «È inutile negarlo – afferma – ma è pur vero che Francesco ha avuto problemi fisici che gli hanno impedito di esprimersi al meglio». Il direttore sportivo spiega: «A Nocera è stato sottoposto a pesanti carichi di lavoro che lo hanno fatto infortunare. Come sapete, quando è arrivato al Como non era al meglio, ma stava recuperando e in sette partite aveva segnato tre gol: a pensarci non era una brutta media». Poi un nuovo stop: «Nieddu in allenamento gli ha rotto una caviglia e quindi c’è stata una nuova battuta d’arresto – dice Tesoro – Adesso Ripa sta recuperando ma non è ancora al meglio, anche se sabato scorso è stato schierato titolare per necessità».
«Ribadisco, però, che sarebbe ingiusto giudicare il giocatore per la prova offerta contro il Pisa, dove si è visto un Como che ha iniziato bene ma che poi, a un certo punto, non c’era più con la testa – specifica il responsabile dell’area tecnica – Ma è un discorso strutturale, che vale per tutti e anche Ripa è finito nel marasma generale. Ma penso che gettargli la croce addosso sia sbagliato».
Ma, allora, quale Ripa ci si deve aspettare da qui alla fine del campionato, in una fase in cui, purtroppo, il Como più che guardare ai playoff deve stare attento a quello che avviene alle sue spalle? «Io sono convinto che lui possa e debba dare di più, ma sulle sue qualità mi sento di garantire – conclude Antonio Tesoro – alla Pro Patria era una macchina da gol e voglio ricordare che, in un anno solare, ha segnato la bellezza di 31 gol: cifre che non possono essere casuali. Qui non ha vissuto una stagione facile e posso garantire che è il primo a volersi riscattare e a far capire a tutti che il vero Francesco Ripa è un altro».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Antonio Tesoro, dirigente azzurro

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