Lunedì nasce il nuovo Como

Calcio – La settimana prossima è prevista una riunione in cui sarà disegnata la società del futuro. Intanto ieri è stata ufficializzata la nomina ad allenatore di Chiarenza
Il presidente Amilcare Rivetti lo definisce un «consiglio di amministrazione», Daniele Brunati un «brainstorming».
Comunque sia, quello di lunedì prossimo sarà un giorno fondamentale per le dinamiche del nuovo Calcio Como.
Perché l’attuale numero uno del club lariano e gli esponenti del gruppo di imprenditori che si è riunito nella S3c e ha acquisito il controllo del club, si troveranno per definire le strategie future del club.
«Una riunione – spiega Rivetti – in cui parleremo
di tutto e in cui definiremo l’organizzazione della società. Andremo avanti per ore fino a che non avremo deciso come sarà il Como del futuro».
Dopo l’annunciato ingresso del gruppo lariano nel club, in questi giorni ci sono state evoluzioni complessivamente positive.
Si va dalle proposte di forme di collaborazione con altre società – ne ha parlato proprio sul “Corriere di Como” Anna Cremascoli, presidente della Pallacanestro Cantù – a linee telefoniche roventi.
Insomma, dopo che la cordata è uscita allo scoperto, il telefono del portavoce Daniele Brunati ha ricevuto una lunga serie di chiamate da parte di nuovi imprenditori che hanno chiesto informazioni e vorrebbero entrare in questa compagine.
Qualcuno – non Brunati – ha anche aggiunto, un po’ malignamente, che si è fatta sentire anche gente che fino a qualche settimana fa non voleva nemmeno sentire parlare del Como e che ora ha offerto la sua disponibilità.
La volontà di ascoltare tutti c’è, ma come avviene nei locali “in”, ci sarà selezione all’ingresso. Per entrare nella società che controlla il Como, non basterà, insomma, presentarsi con una valigetta piena di soldi.
Una fonte del gruppo dice che «non ci dovrà essere con noi gente che ha scheletri nell’armadio». Daniele Brunati, più diplomaticamente, parla di un «codice etico» e spiega: «Le regole per chi fa parte di questo gruppo o entrerà in futuro sono chiare – spiega Brunati – Ci saranno diritti e doveri sia verso l’esterno, ma anche per i rapporti interni».
Per quanto riguarda la linea “rovente” Brunati ammette che: «Effettivamente stanno chiamando in tanti. Persone che possono aver deciso di muoversi dopo aver visto il coraggio, o forse la pazzia, che noi abbiamo avuto. Ci sono anche imprenditori importanti e questo comunque è un segnale positivo per tutti noi».
La città, come hanno testimoniato le interviste degli scorsi giorni, ha accolto positivamente l’avvento di questo gruppo di imprenditori alla guida del club lariano. «Il nostro è un gruppo coeso – sottolinea ancora il portavoce – dove ci sono persone che non vanno in cerca di visibilità, ma che pensano di poter costruire qualcosa di positivo. Nessuno ha la smania di comparire a tutti i costi o voglia di farsi pubblicità».
In attesa della riunione di lunedì la compagine è già al lavoro con una serie di idee per impostare il lavoro in prospettiva futura. Lo stesso Brunati, proprio ieri, stava studiando un piano di marketing.
Ma si sta ragionando anche sul pieno rilancio del settore giovanile, con la ricerca di personaggi legati alla storia del Como che potrebbero impegnarsi in prima persona su questo fronte: già nello scorso mese di novembre era uscito il nome di Roberto Galia, che del vivaio potrebbe essere il nuovo responsabile. Si è parlato, come collaboratori, anche di Silvano Fontolan e Mario Manzo. Ed è inutile negare che si guardi a calciatori del passato, soprattutto alle bandiere del Como, nella ricerca di uomini che potrebbero dare un contributo importante.
In passato era uscito il nome di Claudio Gentile per un ruolo di coordinamento, ma ora il terzino “mundial” ha la testa alla Nazionale della Libia, il Paese in cui è nato.
Potrebbero essere coinvolti anche personaggi cresciuti nel vivaio azzurro e di lunga esperienza come Pietro Vierchowod o Stefano Maccoppi, che non hanno mai nascosto il loro desiderio di poter dare una mano alla squadra che li ha lanciati nel calcio che conta.
E sicuramente la nuova gestione è apprezzata anche a livello di organi federali. Un primo plauso, in un incontro riservato, è arrivato da Carlo Tavecchio, comasco e vicepresidente vicario della Figc, che ha dato la sua “benedizione” e che – particolare curioso – ha apprezzato che nel gruppo dei consiglieri della S3c ci sia Pietro Porro, figlio di Clemente, autorevole dirigente del Como della gestione di Benito Gattei, quello del lustro in serie A negli anni ’80.
E lo stesso Gattei, in un modo o nell’altro, potrebbe dare una mano, soprattutto a livello di contatti istituzionali-sportivi, al nuovo Como. Ma, se succederà, lo farà comunque con discrezione, considerato che non intende comunque comparire.
Ma, in attesa di pensare al futuro, c’è anche un nuovo allenatore per il presente. Si tratta di Vincenzo Chiarenza, 58 anni, reduce dalle esperienze sulle panchine di Ascoli e Sanremese. È l’uomo che affiancherà Giuseppe Manari alla guida del Como nel finale di campionato.
«Ci sembrava la soluzione migliore per questa fase che ci porta al finale di stagione – commenta il responsabile dell’area tecnica Antonio Tesoro – Speriamo che giungano risultati positivi e a fine stagione tireremo le somme, poi.. si vedrà». Tra il serio e il faceto Tesoro conclude con una frase sibillina: «Dovrò peraltro anche vedere se io tra qualche mese sarò ancora qui».

Massimo Moscardi

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