Lungolago “Zambrotta” addio con qualche polemica

Il caso – È scaduto l’accordo siglato a giugno tra Palazzo Cernezzi e la società del campione del Milan per ridare vita alla passeggiata cittadina
Una grande soddisfazione ma anche un velo di tristezza. Sentimenti contrastanti quelli che Andrea Gregorio, amministratore delegato della società Young Boys srl curatrice della riapertura temporanea del lungolago, esprimeva ieri mattina osservando il flusso ininterrotto di persone sulla passeggiata Zambrotta. I cancelli d’ingresso dei 170 metri ricoperti dall’erba sintetica, da ieri sera alle 23, sono sbarrati. Rimarrà accessibile soltanto il varco per raggiungere il pontile dove oggi attraccano le imbarcazioni della Navigazione. È scaduto l’accordo siglato tra Palazzo Cernezzi e la società del campione del Milan per ridare vita al lungolago, in attesa che riapra il travagliato cantiere

delle paratie, nel tratto tra piazza Cavour e i giardini.
«Sono decisamente soddisfatto per il lavoro fatto e per l’esperienza vissuta – dice Gregorio – Ma c’è anche un po’ di rammarico, è inutile negarlo. Senza voler entrare nei dettagli tecnici del cantiere della Sacaim (la ditta che si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione dell’intervento, ndr) e degli adempimenti del Comune di Como, ci si poteva magari sedere attorno a un tavolo e valutare, se possibile, ulteriori margini di operatività per prolungare l’esperienza, visto che è piaciuta. Sempre, lo ribadisco, nel totale rispetto delle esigenze dei soggetti coinvolti». Parole amare, almeno in parte.
«Non sento il Comune ormai da giorni. L’ultimo intervento del sindaco Stefano Bruni risale a due settimane fa – aggiunge sempre Gregorio – La mia non vuole essere una polemica ma una constatazione. Il nostro progetto è piaciuto, abbiamo organizzato anche alcuni eventi, tutti apprezzati. Perché non pensare al futuro?». In ogni caso domani mattina, dopo la pausa festiva di quest’oggi, gli operai saranno al lavoro per togliere le panchine di legno, la barriera di cristallo che consentiva di ammirare il lago, le aree giochi per i bimbi e i tappeti di erba sintetica stesi lungo tutta la superficie della passeggiata. «Abbiamo, come da contratto, 15 giorni per rimuovere ogni installazione e riconsegnare l’area nelle condizioni in cui l’abbiamo ricevuta», aggiunge l’amministratore delegato della Young Boys.
L’inaugurazione del lungolago Zambrotta risale allo scorso 26 giugno, dopo mesi di discussioni e progetti contrapposti. L’idea di ricoprire la passeggiata con erba sintetica aveva creato due schieramenti contrapposti. Chi riteneva inappropriato deturpare la bellezza del paesaggio con qualcosa di artificiale e chi, invece, non vedeva l’ora di poter tornare a camminare sulla passeggiata dopo i mesi di chiusura totale, a causa del cantiere delle paratie. Alla fine era prevalsa questa seconda ipotesi e «i risultati, almeno in termini di affluenza e gradimento, ci hanno dato ragione – aggiunge sempre Andrea Gregorio – Noi abbiamo tirato diritto per la nostra strada, sicuri di quanto proponevamo».
Domenica scorsa, intanto, si è svolta anche l’ultima iniziativa benefica a favore dell’Aism (l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla), organizzata sulla passeggiata. «Abbiamo messo in vendita le piante di lavanda che abbellivano l’intera area – conclude l’amministratore delegato – Ne sono state acquistate (il costo minimo era di 8 euro) ben duecento». Ieri mattina, seduto su una panchina vista lago, c’era anche il padre di Gianluca Zambrotta, Alberto, che dialogava con Fulvio Caradonna, l’ex assessore del Comune di Como costretto alle dimissioni proprio per il “muro” innalzato sul lungolago che portò, successivamente, al blocco del cantiere.
Fabrizio Barabesi

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