L’Unità nazionale celebrata sul Lario

altIeri al Monumento ai Caduti la toccante cerimonia
(f.bar.) «Novantasei anni fa, il 4 novembre 1918, un’altra Italia si rialzava in piedi dopo il disastro di Caporetto. Si risollevava e vinceva la più spaventosa di tutte le guerre. Oggi nell’Italia della crisi sembra quasi una leggenda. Invece è storia e se non ce ne dimentichiamo, anche noi ne faremo parte». Le parole del comandante del Centro documentale di Como, colonnello Marco Tesolin, sono risuonate ieri mattina al Monumento ai Caduti, durante le celebrazioni della festa dell’Unità

nazionale e giornata delle Forze Armate.
Sotto un cielo plumbeo, con un vento freddo che faceva sventolare il tricolore, dalle 10 si sono radunati i rappresentanti delle Forze Armate e delle associazioni d’Arma. Numerosi i cittadini e le scolaresche. Come da tradizione, in apertura, sono stati resi gli onori ai Labari e ai Medaglieri delle Associazioni combattentistiche d’Arma e ai gonfaloni della Provincia e del Comune di Como. E dopo i saluti del prefetto Bruno Corda, è stato letto il messaggio di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica.
«In un mondo che manifesta tensioni e instabilità crescenti, si vanno affermando nuove e più aggressive forme di estremismo e fanatismo che rischiano di investire anche l’Europa, e l’Italia in particolare. È una minaccia reale che dobbiamo essere pronti a prevenire e contrastare», si legge nel testo.
Il sindaco di Como, Mario Lucini, ha invece ricordato i numeri di una guerra sanguinosa. «Il totale delle vittime causate dal conflitto si può stimare in 37 milioni di persone. In Italia sono stati ben 651mila i caduti militari e 589mila le vittime civili», ha detto.
Toccante il momento in cui la piastrina militare di Bortolo Malucello, comasco scomparso in Russia nel dicembre del 1942, è stata consegnata al presidente dell’Associazione Alpini di Como affinché venisse consegnata ai parenti. Il 16 gennaio di quest’anno, nella città di Miciurinsk, è stata ritrovata da un alpino di Abbiategrasso. Ieri il ritorno a casa.

Nella foto:
Labari e bandiere alla cerimonia che si è svolta ieri al Monumento ai Caduti sotto un cielo plumbeo (foto Mattia Vacca)

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