L’università e lo strapotere di Varese

C’è chi dice no – Viaggio nei problemi del mondo accademico comasco
I vertici lariani dell’Insubria: «Ma ora il clima è cambiato»
La parità prevista dall’atto di nascita ufficiale di quello che è stato definito “un ateneo bicefalo”, di fatto, dal 1998 a oggi non c’è mai stata. La sede di Como dell’Università dell’Insubria ha sempre lamentato (o subito) lo strapotere di Varese. Oggi, pur ammettendo le difficoltà e le lacune del passato, i vertici dell’ateneo lariano e gli stessi studenti sono pronti a giurare che «il clima è cambiato notevolmente». Di più, annunciano una rinascita dell’Insubria che si materializzerà

nel nuovo statuto – che sarà pronto entro luglio – e sancirà una nuova era per la sede di Como dell’università.
Nell’anno accademico in corso, la sede di Como dell’Insubria ha fatto registrare una riduzione degli iscritti. «Abbiamo avuto un calo del 12% delle immatricolazioni – conferma Maria Paola Viviani Schlein, preside di Giurisprudenza – Il dato è significativo e da non sottovalutare, anche se minore rispetto ad altri atenei. A questa disaffezione ha contribuito il clima di incertezza creato dalle notizie negative sul futuro dell’ateneo. Attualmente, sommando tutti i corsi attivi, abbiamo circa 2.400 studenti iscritti e puntiamo a crescere».
A Varese, gli studenti iscritti sono circa 7mila. «È naturale che i numeri, in questi anni, abbiano creato qualche disparità», dice la preside.
«Credo che fosse quasi inevitabile a fronte di dati così diversi – aggiunge – Ora però credo che si possa dire senza timori che abbiamo cambiato marcia e che non ci sono ombre sul futuro dell’università di Como. Il cambio di passo è stato molto evidente pure sul fronte del rapporto con il territorio, che finora era stato effettivamente carente, anche a causa dei dirigenti dell’ateneo. Ci siamo concentrati sulla necessità di affermare e consolidare l’ateneo e abbiamo trascurato altri aspetti, cui ora invece ci stiamo dedicando con ottimi risultati. Il nuovo statuto segnerà una svolta netta e una rinascita dell’università di Como».
Ne è convinto anche Federico Gilardoni, rappresentante degli studenti dell’Insubria. «Se qualche tempo fa abbiamo dichiarato che non eravamo più disposti a farci mettere i piedi in testa da Varese – dice il giovane – ora non c’è più bisogno di ribadire questo concetto perché il problema è stato superato. Stiamo lavorando al nuovo statuto che prevede un senato studentesco tra gli organi di coordinamento. Il principio del riequilibrio sarà nuovamente sancito senza alcun dubbio. Ci aspettiamo poi passi concreti in tempi rapidi sul collegio universitario, che deve essere fatto senza ulteriori indugi».
E università a Como non è solo Insubria. La sede cittadina del Politecnico di Milano cresce soprattutto all’insegna degli studenti stranieri. «Su quasi 1.600 iscritti un terzo è composto da ragazzi provenienti da oltre 40 Paesi, in pratica da tutto il mondo – dice Maria Brovelli, prorettore dell’ateneo lariano – Siamo un punto di riferimento soprattutto nell’ambito del progetto “Formare ingegneri stranieri in Italia” e stiamo sperimentando numerose iniziative e nuovi modelli che solo in una sede più piccola rispetto a quella di Milano è possibile testare. Se dovessi citare un problema potrei fare riferimento alla carenza di spazi, sempre insufficienti per un ateneo in crescita e costantemente alle prese con l’avvio di nuovi progetti».
Elena Shepeleva è arrivata a Como dalla Russia poco più di un anno fa ed è iscritta al secondo anno di ingegneria gestionale. «Mi trovo benissimo – afferma – Seguo i corsi in inglese assieme a studenti provenienti da ogni parte del mondo e sono molto soddisfatta. Siamo riusciti anche a entrare a far parte di un’associazione internazionale di studenti di ingegneria gestionale di massimo livello».
Il Politecnico è inoltre incubatore di imprese. «Accompagniamo i giovani che vogliono avviare nuove attività ad alto contenuto tecnologico – dice Maddalena Mombelli – Offriamo l’assistenza nella fase iniziale e l’aiuto necessario. Poi, quando l’azienda decolla si sposta all’esterno, in molti casi ad esempio al polo tecnologico di Lomazzo».

Nella foto:
Il focus settimanale di Etv e Corriere di Como questa settimana è stato dedicato al mondo universitario (Foto Mv)

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