Addio al generale Michele Schettino. Sconfisse le Br e l’Anonima Sequestri

Il generale Schettino, scomparso a 85 anni Il generale Schettino, scomparso a 85 anni

L’ultimo saluto è stato martedì mattina nella chiesa parrocchiale di Cernobbio. Il generale dei carabinieri Michele Schettino si è congedato dall’adorata famiglia e dalla vita. Una vita straordinaria, quella dell’uomo che sconfisse le Br e sventò il sequestro di Gianni Agnelli, tanto per citare due capitoli di quell’esistenza. Schettino aveva 85 anni, lascia la moglie Eliana, sposata sessant’anni fa, i figli Vincenzo e Giovanni, le nuore Erika e Chantal e quattro nipoti. Nato a Chioggia (Venezia) dove il padre era colonnello dei carabinieri, il promettente Michele indossò anch’egli la divisa dell’Arma e approdò una prima volta sul Lario nel 1971, come comandante provinciale.
E qualche anno più tardi scelse Cernobbio per dare “un campanile” alla famiglia, mentre la sua carriera proseguiva soprattutto in Piemonte, negli anni in cui nasceva e si sviluppava il terrorismo rosso.
Schettino sfruttò le testimonianze di celebri infiltrati come padre Girotto, “frate mitra”. In parallelo sventò quello che avrebbe potuto essere il sequestro del secolo, ossia il rapimento di Gianni Agnelli, allora presidente della Fiat. Nel 1975 l’Anonima Sequestri catturò però la suocera di Agnelli, Carla Ovazza. Sono ancora gli uomini di Schettino a liberarla e ad arrestare tutti i responsabili nel giro di un mese. Schettino diventò amico e confidente dell’avvocato Agnelli, che in seguito gli affiderà importanti incarichi nei cda delle Cementerie del Mediterraneo, nel Gruppo Buzzi e in Unicem-Ifil. Molto stretto anche il legame con un altro grande imprenditore piemontese, Michele Ferrero, patròn dell’omonimo colosso dolciario, scomparso nel febbraio di quest’anno alle soglie dei novant’anni. Il generale è stato presidente della “United Kinder of the World”, sviluppando alcune importanti iniziative sociali finanziate dal brand in tutta l’Africa. Schettino del resto aveva anche tre lauree (Giurisprudenza, Scienze politiche, Lettere e Filosofia), così anche quando lasciò il servizio attivo nell’Arma ebbe ben poco tempo libero. Tempo libero che Schettino trascorreva in famiglia, nella sua casa di Cernobbio, direttamente sul lago.

 

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