Lutto nello sport lariano: scomparso l’olimpionico Giacomo Fornoni

Giacomo Fornoni

Giacomo Fornoni Giacomo Fornoni

Lo sport lariano perde una delle sue medaglie d’oro olimpiche. A Rogeno, dove viveva, è morto Giacomo Fornoni.
Classe 1939, Fornoni è stato un ciclista professionista e aveva vissuto il momento più importante della sua carriera alle Olimpiadi di Roma del 1960, quando vinse la medaglia d’oro nel ciclismo, esattamente nella “100 chilometri a squadre”. Con lui, Livio Trapè, Antonio Bailetti e Ottavio Cogliati (quest’ultimo è scomparso nel 2008).
Fornoni, originario della provincia di Bergamo, è stato professionista per nove stagioni nella squadra “Molteni” ed è stato gregario di Gianni Motta. I funerali saranno domani alle 11 a Rogeno, in forma strettamente privata.
Dopo la carriera di corridore aveva aperto un ristorante, che si trovava tra Merone e Rogeno che, non a caso, aveva chiamato “5 cerchi”.
Un personaggio che, come spesso purtroppo capita, era più celebrato all’estero che nel nostro Paese. In una intervista al nostro giornale, qualche anno fa, aveva infatti raccontato che continuava a ricevere richieste di autografi, soprattutto dalla Germania e dai Paesi dell’Est europeo. E lui volentieri spediva le cartoline del periodo in cui era professionista.
La sua carriera era iniziata nel 1956 e ben presto, quattro anni dopo, aveva avuto la soddisfazione dell’oro olimpico, proprio in apertura dei Giochi di Roma. Per la cronaca la squadra azzurra chiuse con il tempo di 2 ore 14’33’’53, precedendo la Germania Est di oltre 2’ e l’Unione Sovietica di 4’.
Fornoni ha sempre raccontato che lui e gli altri azzurri alla vigilia della gara furono “confinati” in un convento di suore per evitare le possibili tentazioni del villaggio olimpico. Alla competizione dei Giochi arrivò con una grande carica. «Ero così arrabbiato – aveva raccontato – che mentre gli altri raggiunsero il via della gara in pullman, io andai direttamente in bicicletta».
Massimo Moscardi

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