«Valmulini insostenibile senza cittadella sanitaria e treno»

Le reazioni alla provocazione del presidente di Csu
Binda: «Esempio di autolesionismo». Caradonna: «Fondamentali i collegamenti»
«Di questo passo, la situazione dell’autosilo Valmulini è insostenibile. Converrebbe quasi abbatterlo, piuttosto che continuare a ripianare i passivi, che in vent’anni arriverebbero a 3,6 milioni di euro». Sarà pure una provocazione, ma la frase di Mariano Montini – presidente di Csu, la partecipata del Comune che gestisce il fallimentare autosilo Valmulini – viene presa piuttosto seriamente. Nel senso che tutti coloro i quali hanno visto nascere il gigante di cemento oggi inutilizzato

, concordano nel dire che se l’area dell’ex ospedale Sant’Anna non verrà riconvertita in un centro di servizi, l’autosilo resterà una cattedrale nel deserto.
All’inizio doveva servire da posteggio per i dipendenti e gli utenti del Sant’Anna. Poi l’ospedale è stato spostato a San Fermo. Nei locali svuotati di via Napoleona si pensava di realizzare una cittadella sanitaria e di servizi, nel qual caso l’autosilo avrebbe avuto un senso e un’utilità. A oltre un anno dal trasloco del Sant’Anna, però, le sorti dell’ex ospedale di via Napoleona sono ancora incerte. E l’autosilo, deserto, perde 180mila euro all’anno.
«Nel progetto originario – spiega l’ingegner Carlo Terragni, progettista del parcheggio Valmulini – era prevista una fermata delle Ferrovie Nord, un interscambio importante che avrebbe collegato molto rapidamente l’autosilo alla città. Ma che, poi, è stato stralciato dal progetto. L’urbanistica si fa per funzioni: se l’ospedale viene spostato fuori città, il complesso dell’ex Sant’Anna dev’essere destinato a servizi e strutture pubbliche. È una questione di coerenza. L’area del vecchio ospedale deve essere utilizzata, per dare un senso all’autosilo. Spiace vedere che non si riesca a sfruttare una struttura così efficiente».
«Ho letto le parole accorate di Montini e in parte le condivido – aggiunge Nini Binda, ex assessore alla Mobilità e ai Parcheggi e attuale consigliere di Csu – Purtroppo non mi stupiscono: l’autosilo Valmulini è un esempio di “tafazzismo” politico e burocratico. Di autolesionismo. Il motivo principale dell’insuccesso di quella struttura è aver spostato l’ospedale senza portare avanti l’insediamento della cittadella sanitaria e dei servizi in via Napoleona. Certo – commenta Binda, con un pizzico d’ironia – se in via Napoleona si costruiscono villette a schiera, l’autosilo non serve più. Per incentivare gli automobilisti a posteggiare in Valmulini – conclude il consigliere di Csu – bisogna aumentare le tariffe in centro».
«Mi rendo conto delle difficoltà di Csu – conclude Fulvio Caradonna, ex assessore comunale che nel febbraio del 2006 tagliò il nastro dell’autosilo – L’opera, almeno, è stata pagata e non ha costi di ammortamento. È stata costruita quando ancora non si parlava di trasferire l’ospedale. La situazione di inutilizzo di Valmulini dovrebbe spronare l’amministrazione a riconvertire l’area dell’ex Sant’Anna. Sarebbe inoltre fondamentale far passare il treno delle Nord dal parcheggio, in modo da consentire agli automobilisti di scendere in città con una sorta di metro leggera».

Andrea Bambace

Nella foto:
Pochissime le automobili parcheggiate ieri nell’autosilo della Valmulini (Mv)

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