«Via la Ztl». Il 26 agosto l’attacco finale

altViabilità e polemiche
Il comitato civico ci riprova ricorrendo al Consiglio di Stato
Il 26 agosto si consumerà l’estremo tentativo di cancellare – o almeno rimodellare radicalmente – la nuova Ztl realizzata dal Comune di Como in centro città. A portare l’ultimo attacco all’allargamento della zona pedonale sarà tecnicamente l’avvocato comasco Mario Lavatelli, anche presidente dell’Associazione civica utenti della strada. Il legale rappresenterà ai giudici del Consiglio di Stato le ragioni portate avanti tra l’inverno e la primavera scorsi dal comitato anti-Ztl. Ossia il movimento fondato in prima battuta dal capogruppo di Adesso Como a Palazzo Cernezzi, Alessandro Rapinese, e poi passato sotto la gestione dell’imprenditrice Ornella Gambarotto e di un nutrito gruppo di residenti e commercianti del centro storico. Molti ricorderanno le numerose manifestazioni di piazza del comitato “Como di tutti”, tra cui la più scenografica fu il corteo per le vie della città murata illuminate da lumini funebri.

 

Sempre identico l’obiettivo: protestare contro la cancellazione di circa 480 posti bianchi in città; contro la destinazione di piazza Roma alla sosta dei soli residenti; contro l’allargamento della Ztl a via Garibaldi e parte di piazza Volta e contro la mancata offerta di reali soluzioni alternative per raggiungere il centro di Como.
Tra la tarda primavera scorsa e l’inizio dell’estate, a dire il vero, il primo tentativo di cancellare questa serie di provvedimenti tramite un ricorso al Tar non diede alcun esiste. I giudici, infatti, bocciarono le richieste.
Il comitato, però, non si è perso d’animo ed ecco che il prossimo 26 agosto tenterà la carta del Consiglio di Stato.
Gli argomenti che saranno illustrati ai giudici non saranno molto diversi da quelli ormai storici, sebbene il ricorso sia piuttosto ponderoso: 24 pagine totali.
In sintesi, ecco le contestazioni principali che residenti e commercianti (con l’appoggio formale di Confesercenti e quello “morale” di Confcommercio) continuano a muovere all’ampliamento della Zona a traffico limitato.
Secondo i ricorrenti, infatti, l’allargamento della zona pedonale sarebbe stato realizzato dalla giunta senza una sorta di criterio logico, come dimostrerebbe l’indizione soltanto successiva alle trasformazioni di vie e piazze dei bandi per la riqualificazione delle aree coinvolte.
Il comitato poi rimarca l’ipotetica grave mancanza di un accordo preventivo tra il Comune di Como e la società di trasporto pubblico Asf che, anzi, dal 9 giugno scorso, ha ridotto le linee che transitano dalla città murata del 38% con l’eliminazione del capolinea ai Portici Plinio.
In generale, inoltre, residenti e commercianti contrari alla nuova Ztl contestano la soppressione di molti parcheggi blu e bianchi negli immediati dintorni della città murata, atto che sarebbe andato tutto a danno dell’accessibilità al centro di Como e avrebbe determinato un calo di affari potenzialmente irreparabile ai negozi. A questo proposito, al ricorso è allegata una tabella con i dati 2013 della Camera di Commercio che confermerebbero il momento infelice per l’applicazione delle novità a causa del calo del 4,1% del fatturato per i piccoli negozi di tutta la città rispetto a una media regionale del 3,2%. Infine, l’avvocato Lavatelli rimarca come la carenza generale di posti auto, aggravata dal nuovo provvedimento di restrizione degli accessi al centro senza facilitazioni alternative, abbia creato una generale limitazione alla libertà di movimento a cittadini e operatori economici.
Il 26 agosto la parola passerà ai giudici.

E.C.

Nella foto:
L’avvocato Mario Lavatelli ha predisposto il ricorso al Consiglio di Stato contro la nuova Zona a traffico limitato voluta da Palazzo Cernezzi. Il legale è anche presidente dell’Acus

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