«VIGILARE CON ATTENZIONE MA SENZA CREARE TENSIONI»

di GUIDO OLIMPIO (Corriere della Sera)

«Vigilare sui luoghi di ritrovo delle comunità islamiche e su eventuali personaggi “sospetti” è fondamentale, ma sarebbe un errore intervenire a priori e creare un sistema che neghi a prescindere la possibilità di aprire centri culturali o luoghi di culto agli islamici».
Guido Olimpio, prestigiosa firma del Corriere della Sera, corrispondente dagli Stati Uniti, spiega come si sia evoluta in questi anni la presenza degli integralisti sul territorio.
«In passato gli elementi “sospetti” usavano le moschee come nascondiglio, punto d’incontro e d’appoggio – spiega il giornalista – Erano il luogo ideale per mescolarsi, mimetizzarsi, non dare nell’occhio. Con il passare del tempo però le molteplici indagini e i controlli hanno modificato la situazione».
«Oggi i personaggi più “duri” vanno sì in moschea ma sono molto cauti, sanno di poter essere controllati – continua Olimpio – I luoghi di culto o i centri culturali non sono necessariamente punti caldi. Decidere di chiudere o aprire una moschea non favorisce atti sovversivi. Piuttosto, è necessario vigilare su quello che i “sospetti” fanno al di fuori, tra le mura domestiche e soprattutto tramite la rete Internet».
I centri culturali islamici si affiancano alle moschee. «Aprire un centro culturale è più facile, può sembrare un escamotage – dice Olimpio – Non necessariamente però queste “mosse” stanno a significare che ci sia qualcosa di illegale. Sarebbe impensabile ipotizzare chiusure preventive. Sarebbe sciocco e non sarebbe neppure la risposta giusta ai problemi di convivenza e integrazione. Al contrario, chiusure troppo drastiche possono favorire atteggiamenti integralisti anche in chi non è affatto estremista. La strategia giusta è vigilare con la massima attenzione, ma senza creare inutili tensioni».

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