«Villa Olmo come Boboli, i turisti paghino l’ingresso al parco»

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La proposta viene dall’associazione “Grandi Giardini Italiani”

Como prenda esempio da Firenze. Non lo dice Matteo Renzi ma una dinamica signora scozzese che sprona il Comune del capoluogo. «Villa Olmo diventi come Boboli, il celebre giardino fiorentino alle spalle di Palazzo Pitti. L’accesso al parco della storica dimora neoclassica sia a pagamento per i turisti, e gratis per i residenti».
A Boboli il costo dell’ingresso è 7 euro, gratis invece per i residenti del comune di Firenze che devono esibire un documento d’identità all’ingresso.
La proposta di un ticket per accedere al parco (che è all’italiana sul fronte lago e all’inglese dietro la villa) viene da

Judith Wade, presidente dell’associazione “Grandi Giardini Italiani” che ha sede a Villa Erba di Cernobbio dopo essere nata a Cabiate ed aver transitato da Como. Una rete di parchi storici che ha totalizzato 8 milioni di ingressi quest’anno.
«Facendo pagare ai non comaschi un biglietto di ingresso genereremmo un circolo virtuoso, a mio giudizio – dice Wade – potremmo sostenere la manutenzione del parco secolare di Villa Olmo come biglietto da visita di eccellenza per l’imminente Expo 2015. Dove si conta siano venti milioni gli arrivi di turisti stranieri».
«La mia è una proposta operativa come operatrice culturale del territorio – aggiunge la presidente di “Grandi Giardini Italiani” – Nel nostro circuito di parchi prestigiosi che comprende anche molte realtà della vicina Svizzera abbiamo anche il Parco Ciani di Lugano. Che è sostenuto con forza dalla città sul Ceresio con opportuni investimenti. E i risultati si vedono. Il Comune di Como, se come pare ha pochi soldi per la manutenzione, dovrebbe adottare formule come quella che ho suggerito: il biglietto d’ingresso permetterebbe di costituire un “castelletto” e investirlo nella manutenzione. Se il turista è ben disposto a pagare per servizi come la ristorazione, a maggior ragione potrebbe alimentare una piccola dote per il parco e renderlo indipendente dalle casse comunali».
Judith Wade insiste sull’occasione costituita dall’Expo: «È impossibile pretendere una qualità in stile Versailles con pochi soldi a disposizione. Non si fanno le nozze coi fichi secchi. E Villa Olmo per la posizione e l’ampiezza del parco è un’autentica perla. Portare l’Expo a Milano è stato un risultato di primo piano, ora tocca ai cittadini darsi da fare».
«Non aspettiamo che arrivi il finanziamento della Fondazione Cariplo – aggiunge la signora Wade riferendosi al progetto di restauro della villa presentato all’ente lombardo che si pronuncerà a breve su quali fondi destinati a Como e per quale progetto – Se anche non arriveranno i milioni richiesti, è fondamentale rimboccarsi le maniche. Un parco all’altezza dell’Expo non è una chimera per Villa Olmo. Non dobbiamo impiantare una fabbrica, ma con pochi soldi, siamo nell’ordine di 100mila euro, ottimizzare un sistema. La dimora neoclassica con il suo parco messo in condizioni di funzionare a regime deve essere un punto fisso immancabile per chi visita Como».

Nella foto:
Una delle decorazioni del parco di Villa Olmo in cattivo stato (foto Mattia Vacca)

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