«Villa Olmo, parco a pagamento? Decida la città»

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L’assist di “Grandi Giardini Italiani” accende il dibattito sulla gestione del verde pubblico

Ingresso al parco di Villa Olmo a pagamento per i non residenti, per sostenere la manutenzione del verde? Per ora non se ne parla. Domani forse. La proposta lanciata ieri dalla presidente dell’associazione “Grandi Giardini Italiani” Judith Wade, sul “Corriere di Como”, è stata in chiave Expo 2015: Como prenda esempio da Boboli, il parco storico di Firenze alle spalle di Palazzo Pitti: dove si pagano 7 euro per goderne le bellezze botaniche, a meno che non si abbia sindaco Matteo Renzi.
Proposta shock che la presidente del sodalizio con sede a Villa Erba – raggruppa il

gotha dei parchi privati e pubblici d’Italia, con un’importante estensione svizzera – ha messo sul piatto in funzione della gran massa di turisti attesi anche sul Lario grazie all’esposizione universale di Milano. Il Comune di Como come ha risposto?
Daniela Gerosa, architetto paesaggista che ha tre deleghe cruciali (Lavori pubblici, Viabilità e Verde), dice di rispettare molto l’autorevolezza della signora Wade. «In generale – dice l’assessore Gerosa – posso dire che nei miei viaggi all’estero ho visitato molti parchi storici. In effetti molto spesso l’ingresso si paga e l’istituzione di una tariffa di accesso è ciò che consente di valorizzare il bene paesaggistico. Anzi, direi che sono molto pochi i giardini che hanno accessibilità gratuita. Con questo però non voglio dire che il percorso sia obbligato per Villa Olmo. La proposta di “Grandi Giardini” fa senz’altro riflettere».
Intanto però lo scenario ipotizzato da Judith Wade si scontra per così dire con il “piano di gestione” del parco della storica dimora neoclassica che Daniela Gerosa ha abbozzato e che prevede però passi diversi: «Vogliamo mantenere le attività di Villa Olmo nel circuito competitivo del turismo culturale e per questo abbiamo approntato un business plan. Prevede un massimo di tre giardinieri fissi, costo totale 90mila euro annui, e altri 90-100mila euro per la manutenzione ordinaria del parco della storica dimora. Noi per ora copriamo circa la metà dei 150-200mila euro che sarebbero necessari. Ma quel che facciamo è per così dire il minimo sindacale: sfalcio, raccolta fogliame, eccetera. Dato il grandissimo ruolo turistico che ha un polo come Villa Olmo abbiamo tutto l’interesse a investire, magari anche con l’ingresso, perché no?, di sponsor privati».
«Tuttavia per ora – rimarca l’assessore al Verde – non posso autonomamente istituire una tariffa d’ingresso. Su una proposta del genere deve pronunciarsi la città, deve decidere l’intero consiglio comunale».
Il piano di gestione della Villa terrà conto, fa sapere Palazzo Cernezzi, di realtà già fortemente coinvolte nella gestione del verde a livello professionale, come la Fondazione Minoprio. Da parte sua l’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Marcello Iantorno, sembra invece meno possibilista rispetto all’ipotesi di un biglietto d’ingresso per il parco: «Mi ha stupito la proposta di Judith Wade, non mi risulta sia mai stata presa in considerazione un’ipotesi del genere in Comune. La trovo curiosa. Io stesso ho vissuto a Firenze per quattro anni e non ho mai pagato l’ingresso a Boboli. E grandi polmoni verdi come il Central Park a New York mi pare siano gratuiti. Non ne vedo la necessità a meno che non ci siano particolari ricchezze botaniche da valorizzare, vedi il caso di Villa Carlotta. Quel che è vero è piuttosto che questa giunta si sta impegnando più delle precedenti alla valorizzazione complessiva del parco e dell’edificio di Villa Olmo».
Intanto la citata Villa Carlotta, con foto di Massimo Listri, è stata inserita, notizia di ieri, tra i 12 “Palazzi d’Italia” nel calendario 2014 del mensile “Bell’Italia”.

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