«Voglio un Como cattivo»

Calcio – Presentato Vincenzo Chiarenza, il nuovo mister della formazione azzurra, che subito si smarca dallo scomodo ruolo di “prestanome”: «L’allenatore sono io»
«L’allenatore sono io». Vincenzo Chiarenza, ufficialmente nuovo tecnico del Como, vuole subito svincolarsi da quello che può essere il fastidioso ruolo di “prestanome”. Ossia di persona chiamata a supportare con il suo patentino il mister in seconda, nella fattispecie Giuseppe Manari, ma che in realtà non ha un grande potere decisionale.
Al suo primo incontro con i giornalisti, Vincenzo Chiarenza si è soffermato su questo aspetto, specificando che Manari e il preparatore atletico Claudio
Amilcare fanno parte del suo staff.
E anche se sul centro sportivo di Orsenigo ieri vagavano i fantasmi della coppia Oscar Brevi-Carlo Garavaglia (che lo scorso anno fu pesantemente sanzionata proprio per ragioni di patentino e di gestione della squadra), dello scomodo paragone non si è parlato.
Chiarenza è stato presentato dal responsabile dell’area tecnica Antonio Tesoro come una «persona che cerca rivincita dopo esperienze che non sono andate bene, un po’ come me e tanti giocatori che fanno parte della rosa della squadra».
Effettivamente nelle sue più recenti uscite, ad Ascoli e alla Sanremese, le cose per il nuovo mister azzurro non sono andate bene. Ma ora Chiarenza preferisce guardare avanti: «Ho accettato volentieri la chiamata del Como – spiega – per rientrare in quello che è il mio mondo, il calcio. Spero sia l’inizio di un nuova carriera».
«Lavorerò per far rendere al meglio questa squadra di cui sono l’allenatore a tutti gli effetti – aggiunge – con uno staff di qualità composto da persone competenti».
Per quanto riguarda i moduli, il nuovo mister non dà l’impressione di voler perdersi troppo con i numeri: «A me piacciono gli schemi 4-3-3 o 4-4-2, mentre so che il Como è abituato a scendere in campo con il 4-2-3-1 – afferma – Ma il modulo c’entra fino a un certo punto, quello che conta è l’atteggiamento. Io voglio determinazione e sacrificio per mettere in difficoltà ogni avversario».
Per quanto riguarda gli obiettivi, il mister lariano spiega che: «Puntiamo a raggiungere il gruppo di squadre che lotta per entrare nei playoff. Adesso siamo distanti nove punti da quella zona, ma dobbiamo anche recuperare la partita con la Spal. Io penso positivamente e ritengo che questo Como abbia i mezzi per risalire nella classifica del girone. Anche dal punto di vista atletico mi sembra che il gruppo, in questo momento, sia messo bene».
Chiarenza, che è stato a lungo allenatore nel settore giovanile della Juventus (ha avuto gente del calibro di Marchisio, Mirante, Giovinco e Criscito, oltre al capitano azzurro Urbano), spera di poter lanciare qualche giovane anche sul Lario. «Se c’è qualche ragazzo interessante sicuramente con me troverà spazio, perché i giovani portano sempre qualità ed entusiasmo».
Chiarenza sarà in panchina per la prima volta sabato prossimo quando allo stadio Sinigaglia arriverà il Pisa, che pure ha cambiato allenatore. Sulla panchina dei nerazzurri siederà infatti Alessandro Pane. Il tecnico azzurro non si nasconde: «Chiedo subito alla mia squadra di essere cattiva in campo. Ovviamente mi riferisco a quella cattiveria agonistica che non deve mai mancare e che costituisce quell’ago della bilancia che, alla fine, fa girare a tuo favore le situazioni».
Non è mancato, infine, un ricordo personale sulle sue esperienze a Como: «Negli anni ’70 sono venuto a giocare allo stadio Sinigaglia con l’Atalanta – conclude – e mi ricordo i duelli con Silvano Fontolan, che era sempre il mio marcatore».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Vincenzo Chiarenza esce dagli spogliatoi e va a dirigere il suo primo allenamento da mister del Como (foto Federico “Fkd” Diotti)

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