Ma Cavadini non cambia linea: «A Pavia c’è un grande nome ma non una grande mostra»

altPolitiche culturali a confronto
L’assessore: «Sbagliato spendere per dare al pubblico cose note»

La premessa è un inno alla cautela: «Io non vorrei entrare in polemica sulla mostra di Pavia». Però, alla fine, anche l’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Luigi Cavadini, qualcosa dice sull’evento che – piaccia o meno – sta realizzando record di visite e un ottimo gradimento. E soprattutto ricorda da vicino gli eventi che fino al 2012 il Comune di Como organizzava a Villa Olmo. Fedele al suo stile, anche poche parole sono pesanti come macigni.
«A Pavia sono esposte le opere di

un grande nome, ma non direi proprio che si tratti di una grande mostra – ha affermato Cavadini – Il discorso sulla qualità di un evento non si può legare soltanto all’artista. Sono due discorsi spesso diversi». Insomma, detta in maniera elegante, quella dell’assessore comasco ha tutti i crismi per sembrare una (mezza) stroncatura dell’esposizione in corso alla Scuderie del Castello Visconteo. Tra l’altro, l’assessore aggiunge un secondo passaggio che rende ancora più chiaro il concetto di base.
«Come ho sempre sostenuto – afferma Cavadini – ritengo un errore spendere soldi per dare al pubblico, per quanto numeroso possa essere, cose già ampiamente note». Insomma, la mostra pavese non passa l’esame del critico d’arte lariano. Il quale, poi, inevitabilmente, torna a parlare del suo progetto per Como, ossia il percorso triennale iniziato con Sant’Elia e destinato ad avere un secondo appuntamento la prossima primavera (e un terzo nel 2015).
«Il progetto prosegue – conferma subito e senza tentennamenti Cavadini – Naturalmente terrò conto dei problemi registrati lo scorso anno. Cercheremo il modo migliore per non ripeterli, ma questo non inficia affatto il percorso che abbiamo iniziato la scorsa primavera». Sul tavolo, però, restano due elementi critici non di secondo piano: i visitatori ampiamente sotto le previsioni originarie (circa 17mila contro gli attesi 50mila) e il passivo di 200mila euro accusato a fine evento dalla Como Servizi Urbani.
«Vorrei precisare – ribatte Cavadini – che ovviamente il mio progetto non prevede passivi di bilancio. Però, anche se nel 2013 questo si è verificato, non può essere l’elemento determinante per modificare un percorso culturale in cui continuo a credere. Non cambierò soltanto perché si è registrato un deficit». Guardando al 2014, quindi, l’assessore alla Cultura afferma che «la prova, anche sul punto dei conti, si avrà l’anno prossimo». Ovvero quando si concretizzerà il secondo evento della “trilogia”.
«Grandi nomi? Se ci saranno – afferma sibillino Cavadini – accadrà perché sono previsti e soprattutto funzionali al percorso che stiamo facendo. Non saranno mai fini a se stessi».
Intanto, domani pomeriggio, l’assessore è atteso al varco della Commissione Cultura di Palazzo Cernezzi. Si parlerà dell’esito non felice dell’ultimo evento a Villa Olmo, delle prospettive per il futuro e naturalmente delle cifre legate all’evento su Sant’Elia.
Tutto questo accadrà in un momento in cui la minoranza sembra stia seriamente valutando di proporre una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore, con la nemmeno troppo segreta speranza che (grazie al voto segreto) possano manifestarsi eventuali franchi tiratori anche tra i banchi della maggioranza. Un’eventualità – anche questa – che non sembra scomporre il diretto interessato.
«Le voci sulla sfiducia? Non sta a me valutarle – afferma Cavadini – Se arriverà qualcosa in tal senso vedremo cosa accadrà. E comunque non starebbe a me valutarne l’esito, anche fosse negativo». Come a dire che l’ultima parola, esattamente come accaduto finora, spetterà al sindaco, Mario Lucini. Il quale, peraltro, finora ha sempre difeso a spada tratta l’operato del “suo” assessore alla Cultura e, anche ora, non sembra avere intenzione di sacrificarlo persino nel peggiore dei casi.

Emanuele Caso

Nella foto:
A destra, l’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Luigi Cavadini. Sotto, un’immagine della passata mostra dedicata a Sant’Elia e svolta a Villa Olmo la scorsa primavera

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