Ma in Rete cresce il fronte dei critici: «Scelta avventata di chi le ha mandate»

alt L’altro lato della medaglia
(f.bar.) La Rete non arretra davanti a nulla. I social network, anche in questo caso, hanno risposto in tempo reale e nei modi più disparati alla notizia della scomparsa in Siria delle due cooperanti Vanessa Marzullo e Greta Ramelli. E non sono mancate, pur nel rispetto del dolore delle famiglie e nella speranza che possano arrivare in fretta buone notizie, pesanti critiche.
In molti si sono interrogati sull’opportunità di inviare due ragazze di 20 anni, seppur esperte, in un teatro di guerra così sanguinoso. E dopo i primi messaggi su Facebook, una nota è stata postata sulla propria pagina Facebook dall’associazione di Asso “Rose di Damasco” che ha sostenuto l’impegno delle due giovani. Chiaro il contenuto. 

 

«Pensatele come vostre amiche, sorelle, pezzi di vita. Pensatele in un luogo dove la luce voi non la vedete. Vi fa paura vero? A noi sì. Tanta. Pensate che hanno delle famiglie distrutte. Pensatelo e piantatela di farci illazioni, gossip, teorie da social network. Se avete delle informazioni rivolgetevi alle autorità competenti, altrimenti non alimentate cose inutili e pericolose. Ve lo chiedo a nome mio e di tutte le persone che vogliono loro così bene».
Una netta presa di posizione dettata dalla preoccupazione crescente per la mancanza di notizie positive. Nata, però, anche per cercare di mettere a tacere le tante voci critiche spuntate sul web. I commenti – come riportato dalle agenzia di stampa – si sono infatti succeduti ora dopo ora. In molti hanno criticato e stigmatizzato la presunta avventatezza della missione.
«Adesso abbiamo altre incoscienti da salvare».
«Basta esporsi a simili rischi e poi dover magari anche pagare ingenti riscatti».
Simili prese di posizione hanno scatenato il dibattito in rete. Altrettante le voci a favore del lavoro e dell’impegno di Vanessa e Greta. «Chi esprime simili critiche sbaglia. Tali ragionamenti sottendono un’altra tesi: dedicare il proprio tempo agli stranieri è sciocco e pericoloso. Come tutti i volontari che ogni giorno vanno alla Stazione Centrale di Milano ad occuparsi dei profughi siriani in transito verso il Nord». E proprio a questo si erano dedicate – come ribadito da diverse agenzie – anche Vanessa e Greta, che spesso andavano a Milano proprio per garantire aiuto ai tanti stranieri in fuga da situazioni emergenziali.
Intanto ieri è anche intervenuto il “Centro italo-Arabo Assadakah”, sempre sulla necessità di regolare in maniera più stringente gli ingressi in Siria da parte dei cooperanti e non solo.
«È urgente impedire che l’Italia si veda costretta a pagare riscatti che poi serviranno a finanziare le attività criminali dei gruppi armati – si legge in una nota diffusa ieri – per l’irresponsabilità di alcuni soggetti». E l’opinione si fa ancora più dura. «Giudichiamo negativamente quanti hanno scelto o decidono di fare ingresso in Sira nelle zone di guerra controllate da bande criminali. Il governo ha il dovere di dire che in quelle aree nessuno è sicuro».

Nella foto:
Le due volontarie lombarde durante una manifestazione in piazza Duomo a Milano

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