Cronaca

MA QUALE TASSA, PREMIAMO IL TURISTA

di GIORGIO CIVATI

L’imposta di soggiorno
Dall’alto della nostra inesperienza in tema di marketing e strategie commerciali, sappiamo – magari anche solo per sentito dire – che il cliente in ogni azienda è il bene più prezioso. Che è al cliente che bisogna guardare; sono le sue esigenze quelle basilari, si fabbrichino tessuti o bulloni, si vendano automobili di lusso o frutta al mercato. Lo sappiamo, e assistiamo stupiti a una manovra che a Como, a nostro avviso, sta andando nella direzione opposta.
Quella “tassa” sui turisti

, di cui si sta discutendo da un paio di giorni, ci sembra infatti un’azione priva di fondamento, ingiustificata. Addirittura potenzialmente pericolosa, controproducente. Che prende il cliente – perché anche il turista è un cliente, sia il facoltoso americano che soggiorna a Villa d’Este o la coppia francese giovane e con pochi soldi che passa dall’ostello – e lo maltratta. Magari solo psicologicamente, visto che le cifre di cui si parla sono modeste, ma sempre maltrattamento resta. Anziché invitarlo, affascinarlo, blandirlo, questo nostro povero turista che giunge sul Lario viene infatti considerato non una risorsa ma un limone da spremere. Un pollo da spennare.
E non stiamo parlando di singoli esercizi ricettivi, ma dell’amministrazione comunale. Che, appunto, pensa a una “gabella”: vieni a Como? E allora sborsa una specie di tassa. Ma il turista già paga: caffè, gelati, alberghi, acquisti nei negozi, taxi, battelli. È da queste voci che deve essere visto il vantaggio per la collettività. Per l’albergatore o il barman, che però con i suoi introiti poi paga le tasse anche al Comune, spende in vestiti e auto e quindi ridistribuisce ricchezza e benessere. Prodotti anche da quel turista che ora, pare, si intende tartassare.
Insomma, non ci siamo. È vero, qualcuno nel mondo applica già qualcosa del genere, ma in realtà talmente uniche da essere realmente imperdibili. Roma non è Como. A noi, che ci riempiamo spesso e a volte troppo la bocca con le bellezze che madre natura ci ha regalato, restano attrattive ma anche disagi, panorami mozzafiato ma anche disservizi e carenze. Per questo ci schieriamo contro la tassa sul turista.
Anzi, andiamo oltre e per una volta ci permettiamo un suggerimento per Como, ma non solo. Anziché tassarlo, perché non premiarlo questo benedetto e agognato turista? Invece di chiedergli un euro al giorno per il solo fatto di essere arrivato fin dalle nostre parti, diamogli piuttosto un buono-spesa: cinque euro da spendere qui, a Como. Un gelato ma di quelli piccoli, tre bottigliette d’acqua da mezzo litro rigorosamente in piedi, due caffè seduti ma non nel bar più lussuoso della città. Paghiamoli, i turisti, ma se proprio non è possibile, almeno evitiamo tasse assurde.

21 gennaio 2011

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