Macello abusivo per la ricorrenza islamica: comasco nei guai

altUn 52enne si faceva dare 20 euro ad agnello sgozzato per la “festa del sacrificio”

Il macello degli agnelli per la “festa del sacrificio”, una delle più importanti per il culto islamico, era stato individuato in un’area verde seminascosta, in via Priva ad Albate-Trecallo.
Solo che l’area era stata destinata a tale scopo in violazione di qualsiasi norma igienica e alimentare propria della macellazione degli animali.
Così, il 15 ottobre scorso a mezzogiorno, i carabinieri della compagnia di Como in accordo con il personale dell’Azienda sanitaria locale hanno fatto

irruzione bloccando la ricorrenza che era già iniziata con lo sgozzamento – questo prevede il rito – di sei agnelli.
Tre invece, al momento dell’arrivo dei carabinieri, erano ancora vivi.
A finire nei guai, per il momento, è stato il proprietario del terreno, un 52enne di Como, che dietro al compenso di 20 euro ad agnello aveva aperto agli islamici il proprio fondo.
Ma il Decreto Legislativo del 6 novembre 2007, numero 193 , in materia di «sicurezza alimentare», prevede che «chiunque effettua attività di macellazione di animali, di produzione e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti o dai locali a tale fine riconosciuti ai sensi del citato regolamento», possa essere punito «con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda fino a euro 150.000, in relazione alla gravità dell’attività posta in essere».
Da qui l’intervento, la denuncia del 52enne comasco e l’identificazione degli altri uomini presenti, 20 cittadini extracomunitari di fede islamica che si erano radunati nello spazio verde di Trecallo in occasione della festa del sacrificio.
Ora i carabinieri stanno valutando tutte le posizione degli identificati, perché non è escluso che la vicenda possa coinvolgere anche altre persone oltre al proprietario del terreno adibito a macello.
La “festa del sacrificio”, una delle più importanti per la fede islamica, richiama il sacrificio ordinato da Dio ad Abramo per metterlo alla prova: un attimo prima del gesto fatale, l’angelo del Signore intervenne per bloccare la mano di Abramo che brandiva un coltello, mostrandogli un montone con cui sostituire il sacrificio.
In ricordo di quell’episodio delle scritture sacre, ogni capofamiglia musulmano sacrifica l’agnello e distribuisce ai poveri parte della carne macellata.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il momento dell’irruzione dei carabinieri nell’area in cui era in corso la macellazione delle bestie

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