Machiavelli e la campagna elettorale

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(l.m.) Niccolò Machiavelli avrebbe pagato l’Imu? «Non avrebbe mai potuto scegliere, non aveva potere politico diretto, ma in merito avrebbe avuto idee molto chiare». Parola del professor Maurizio Viroli, tra i massimi esperti del grande fiorentino, che presenta oggi alle 18 con Davide Cantoni di Etv alla Feltrinelli di Como in via Cantù 17 il suo libro Scegliere il principe. I consigli di Machiavelli al cittadino elettore (Laterza). E l’Imu, dunque? «Avrebbe consigliato il principe di

costringere tutti gli italiani a pagare le tasse, quindi il balzello sarebbe stato meno oneroso – dice Viroli – Però non l’avrebbe introdotto nella forma attuale; genera odio e il principe per Machiavelli non va odiato ma temuto. Ma, introdotta l’Imu, non avrebbe mai consigliato di toglierla: se prima metti una tassa e poi la togli perdi reputazione, ed è come essere odiati».
Viroli gioca filologicamente sul paradosso e l’anacronismo per parlare dell’Italia di oggi: «Machiavelli si vantava di essere povero – dice – eppure dal 1498 al 1512 ha maneggiato somme enormi, pagava i capitani delle milizie mercenarie. Ma servì sempre lo Stato con impeccabile onestà». Viroli insegna anche all’Università della Svizzera Italiana. Che avrebbe pensato Machiavelli dell’ipotesi di annettere l’Italia alla Svizzera? «Ebbe sempre una grande passione, l’amore per la patria: Firenze, e l’Italia. Chiunque avesse cercato di dividerla e renderla più vulnerabile lo avrebbe fatto impiccare come “ribelle”».

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