“Made in Italy” e cultura. La ricetta di Stanca per uscire dalla crisi e sperare nel futuro

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Il libro del politico-manager

Ritratto di un paradosso in forma di nazione. Una nazione piegata dalla crisi economica mondiale ma che ha in sé la forza per reagire nonostante l’ignavia e l’inadeguatezza di chi l’ha governata.
È l’Italia raccontata dal comasco Lucio Stanca, già ministro dell’Innovazione Tecnologica nel secondo e terzo Governo Berlusconi (2001-2006), poi senatore e deputato e vicepresidente dal 2001 del prestigioso centro di ricerca “Aspen Institute Italia”.
Un grido di dolore ma anche un

messaggio di speranza, quello di Lucio Stanca, affidato al suo nuovo libro L’Italia vista da fuori e da dentro edito dal Gruppo24ORE presentato ieri a Milano nella sede del quotidano “Il Sole 24 Ore”. Manager prestato alla politica (negli anni novanta è stato a capo della Ibm in Italia e in Europa) che guarda al proprio Paese con amarezza e disillusione: l’Italia sembra essersi persa nel sonno di un benessere ormai lontano, che rimembra con nostalgica apatia, aggrovigliata in un mare di inadempienze e di lacci burocratici e ferma al palo dei cambiamenti. A partire dalla cultura aziendale, «in Italia spesso del tutto inesistente o, se esiste, è meno esplicita, sottintesa e quasi mai riconosciuta ufficialmente», passando per il merito che «non ci piace», la cui mancanza sfocia inevitabilmente in una «scarsa qualità del processo di selezione dei leader, sia nel mondo delle imprese che in quello del settore pubblico».
Ma il riscatto è nel nostro Dna. “Eppure ce la possiamo fare”, s’intitola infatti un capitolo del nuovo libro di Stanca: l’Italia può ancora «disegnare un nuovo percorso» e uscire dalla crisi a schiena dritta e spalle larghe, lo sguardo piantato verso il futuro. Grazie al patrimonio culturale, e alla voglia di fare che caratterizza il made in Italy nel design, nella moda, nella gastronomia: siamo «il secondo Paese manufatturiero in Europa e il quinto al mondo», scrive con orgoglio l’ex ministro lariano. Secondo il quale occorre una strategia che si fondi su un nuovo equilibrio tra «la spesa pubblica e lo spazio lasciato all’economia privata». Ma senza inutili nostalgie: «Le vecchie formule non funzionano più, le politiche già usate risultano impotenti, le passate idee non producono più risultati».
La prefazione del volume è firmata da Piero Ostellino, editorialista del “Corriere della Sera” .

Nella foto:
A sinistra, Lucio Stanca durante l’inaugurazione della mostra su Rubens a Villa Olmo nel 2010. Sopra, la copertina del suo nuovo libro presentato ieri a Milano

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