Madre Giovannina beatificata in Duomo

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Per la prima volta dalla sua costruzione la cattedrale comasca ha ospitato una simile cerimonia
La causa di beatificazione è durata 20 anni.
L’iter, avviato nel settembre del 1994 dal vescovo di allora, monsignor Alessandro Maggiolini, si è concluso ieri mattina alle 10 in Duomo, quando Madre Giovannina Franchi, fondatrice della congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata, è stata proclamata Beata dal prefetto della Congregazione dei Santi, il cardinale Angelo Amato.
A celebrare il rito anche il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, assieme ad altri sei presuli

e 100 sacerdoti. Oltre 1.400 i posti – tutti esauriti – allestiti in cattedrale.
Molte le persone che hanno seguito la funzione nella vicina chiesa di San Giacomo, dotata per l’occasione di maxischermi.
I fedeli hanno iniziato ad affluire nelle navate della basilica poco dopo le 8.30 e quando alle 9.50 il corteo con i concelebranti è partito dall’episcopio, il Duomo era già pieno.
Molto forte l’emozione dei presenti – tra loro anche i rappresentanti del mondo politico e istituzionale della provincia lariana – che hanno seguito ogni fase del rito in raccoglimento e con la massima concentrazione.
Dopo la presentazione all’assemblea dei tratti essenziali della nuova Beata, il cardinale Amato ha letto – in latino – la lettera apostolica con la quale Papa Francesco ha concesso il titolo e gli onori di Beato e Servo di Dio.
Subito dopo è stato scoperto – sopra l’altare del Duomo – un gigantesco ritratto di Madre Giovannina Franchi.
«La nuova Beata, nata e vissuta qui a Como, è un’autentica eroina della carità cristiana e un personaggio illustre della vostra città – ha detto il cardinale Amato – Si distingue la sua sconfinata carità verso i bisognosi. Imitando Gesù, da ricca si è fatta povera, utilizzando i suoi notevoli beni economici per alleviare le sofferenze degli ammalati, poveri e abbandonati. E, a tale scopo, fondò le Suore Infermiere dell’Addolorata, ancora oggi attive in Italia, in Svizzera e anche in Argentina».
Suor Giovannina Franchi nacque a Como il 24 giugno 1807. Figlia di Giuseppe Franchi, magistrato del Tribunale cittadino, e di Giuseppina Mazza, trascorse la giovinezza in famiglia. Dal 1814 al 1824 si formò nell’educandato di San Carlo delle suore Visitandine di Como per poi dedicarsi all’insegnamento del catechismo e alle opere di carità.
Si spogliò delle sue ricchezze e, in via Vitani, con tre compagne infermiere di carità, aprì la prima Casa di accoglienza per ammalati e convalescenti.
Nella città colpita dal colera e dal vaiolo nero, le sue suore divennero un esempio di pietà evangelica. Giovannina Franchi morì il 23 febbraio del 1872, contagiata dal vaiolo contratto curando i malati a domicilio. Da ieri, il 23 febbraio sarà la giornata dedicata alla celebrazione di Suor Giovannina.
«Oltre alla carità, in lei brillano atteggiamenti di modestia, umiltà e laboriosità. Madre Giovannina fa parte di quell’epoca gloriosa delle suore che sono le autentiche eroine della nostra patria. Abitano in mezzo a noi e sono fari di solidarietà, fraternità e carità», ha detto il cardinale Amato.
«È per noi un modello di vita cristiana e una testimone dell’amore che il Signore riserva ai piccoli e ai sofferenti – ha detto il vescovo Coletti – Un grazie a Papa Francesco e un pensiero affettuoso alle suore infermiere dell’Addolorata che tengono vivo, tra noi, il crisma suscitato dallo Spirito nella Beata Giovannina».
Il rito si è infine concluso tra la commozione dei tanti presenti in Cattedrale che, per la prima volta dalla sua fondazione nel 1396, ha ospitato una cerimonia di beatificazione.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
L’abbraccio tra il cardinale Amato e la madre generale. Sopra l’altare, il ritratto della Beata

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