(ANSA) – PALERMO, 15 GEN – Milioni di euro dell’Unione europea sono finiti nelle tasche della mafia dei Nebrodi che incassava contributi destinati all’agricoltura. La truffa, scoperta dalla Guardia di finanza e dal Ros dei Carabinieri nell’ambito di un’indagine della Dda di Messina coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, ha portato all’alba all’esecuzione di 94 misure cautelari: 48 sono finiti in carcere, gli altri ai domiciliari. Sequestrate 151 aziende che in otto anni, fino al 2017, hanno indebitamente incassato 5 milioni di euro. In manette i vertici delle cosche di Tortorici, i “Bontempo Scavo” e i “Batanesi”. Ai domiciliari anche alcuni insospettabili, come il notaio Antonino Pecoraro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa; alcuni dipendenti dei Centri di assistenza agricola e fra questi il sindaco di Tortorici, Emanuele Galati Sardo, accusato di concorso esterno. Le aziende ricevevano contributi Agea per terreni di cui non disponevano, sfruttando la complicità di addetti ai controlli.
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