Magatti candidato per la sinistra: «Noi copriamo un vuoto»
Politica

Magatti candidato per la sinistra: «Noi copriamo un vuoto»

Cita gli «Amici veri» di Francesco Guccini, quelli che «purtroppo, o per fortuna, non sono vagabondi o abbaialuna». E ammette che sì, la presentazione del simbolo e della lista il giorno prima delle primarie del centrosinistra «serve a dire a una parte della città che ci siamo anche noi, con un progetto diverso da quello lì».

L’assessore Bruno Magatti rompe gli indugi. Conferma in toto lo “strappo” con il Partito Democratico e annuncia la sua candidatura a sindaco alla testa di una lista civica di cui faranno parte almeno tre consiglieri comunali uscenti: Eva Cariboni, Raffaele Grieco e Guido Rovi. Gli ultimi due in uscita proprio dal Pd, partito nelle cui liste erano stati eletti cinque anni fa.
Nella conferenza stampa convocata ieri mattina in Sala Stemmi, a Palazzo Cernezzi, Magatti ha illustrato la sua idea di politica e di amministrazione. Partendo da una parola, la stessa che dà il nome al progetto elettorale: Civitas.


«Civitas come città sovrana; Civitas come radice di cittadinanza, di civismo, di civilità». Magatti ha chiarito di voler «ereditare il buono che si è fatto negli ultimi anni» ma di volere, nello stesso tempo, «costruire la città che cambia».
Quello di Civitas sarà quindi un «cantiere aperto» in cui potranno trovare spazio tutti coloro i quali non condividono il passaggio che ha portato il Pd e Como Civica alle primarie aperte di domani.

Magatti non lo ha mai citato. Ma è Maurizio Traglio il punto di disaccordo che ha portato alla rottura con i Dem. Qualcuno che non appartiene alla cerchia degli «amici veri» di cui parla Guccini. Un corpo troppo estraneo per un pezzo di sinistra comasca, che diventerà un grande problema in caso di ballottaggio.

Perché, sempre ammesso e non concesso che le primarie si chiudano con la vittoria di Traglio, qualora il centrosinistra dovesse arrivare al ballottaggio si aprirebbe la questione delle alleanze. «Nessuno è in grado di vincere al primo turno – ha detto lo stesso Magatti ieri – e noi non giochiamo per andare ai supplementari».

L’assessore all’Ambiente del capoluogo ha parlato di «dialogo necessario» ma non ha spiegato, in realtà, su quali punti sarà possibile riannodare i fili di un’alleanza che in 5 anni si è letteralmente spappolata.

Mentre il centrodestra torna al voto compatto, memore della lezione impartita nel 2012 da un elettorato deluso e stanco, il centrosinistra compie il percorso inverso. E arriva alle urne quasi in ordine sparso. Al momento, dei 6 candidati a sindaco possibili (e annunciati) almeno 3 fanno riferimento all’area di centrosinistra. «Noi copriamo un vuoto», ha ribadito ieri Magatti facendo riferimento a quei cittadini che non voterebbero mai Traglio.
Da.C.

24 Mar 2017

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Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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