Elezioni 2012

Maggioranza, il primo intoppo è sulla presidenza del consiglio. Il sindaco non vuole Iantorno alla guida dell’assemblea

Martedì prossimo la riunione di insediamento
La luna di miele, in politica, è di solito molto più breve che nei matrimoni. A Como è durata un paio di giorni. Dopo i quali è nata la prima questione capace di creare qualche tensione. Tutto ruota attorno alla annunciata presidenza del consiglio comunale di Marcello Iantorno, avvocato già sfidante del sindaco Mario Lucini alle primarie del centrosinistra.
Premiato in modo massiccio dagli elettori del Partito Democratico, che gli hanno dato molte preferenze personali, Iantorno
costituisce un’autentica zeppa negli ingranaggi ben oliati della macchina amministrativa ideata e immaginata dal tandem Lucini- Luca Gaffuri. Quest’ultimo, capogruppo in Regione del Pd e tessitore di ogni filo, anche il più sottile, dentro e fuori il nuovo governo del capoluogo, non aveva messo in conto il successo di Iantorno.
Adesso, Gaffuri si trova costretto ad assegnare all’avvocato una delle caselle libere tra giunta e consiglio comunale. Un assessorato o la presidenza del consiglio.
Il fatto è che Lucini non gradirebbe avere al suo fianco Iantorno durante le assemblee cittadine. L’avvocato è un tipo ostico, molto autonomo e assolutamente non incline a essere manovrato.
La gestione del consiglio comunale affidata a Iantorno potrebbe diventare, in prospettiva, un problema. Lucini in realtà non avrebbe voluto l’avvocato campano nemmeno in giunta, ma su questo si è scontrato con un muro innalzato dal Pd. Un muro che neanche Gaffuri è stato in grado di valicare. Sabato prossimo è in programma la riunione della direzione provinciale dei Democratici. Si discuterà anche (e soprattutto) degli equilibri interni alla nuova maggioranza di Como e del ruolo del Pd in giunta. Gaffuri ha consultato singolarmente ogni eletto a Palazzo Cernezzi. Nessuno è stato disponibile ad appoggiare l’ipotesi di “relegare” Iantorno al ruolo di capogruppo. Risultato: Lucini dovrà nominare il suo ex sfidante in giunta, affidandogli magari le deleghe al Patrimonio e al Personale e in cambio avrà il via libera per assegnare la presidenza del consiglio a Stefano Legnani, segretario cittadino del Pd e suo ex compagno di cordata ai tempi della Margherita. In questo modo, il quadro si potrebbe comporre senza eccessivi traumi né fratture.
Soprattutto, si depotenzierebbe la prima trappola ordita dalle opposizioni ai danni del centrosinistra. I consiglieri di Pdl e Forza Cambia Como, in modo informale e in alcuni colloqui personali con altri colleghi della maggioranza, si sarebbero detti disponibili a far convergere i propri voti su un presidente del consiglio diverso da quello indicato dal sindaco.
Uno “sgambetto” piuttosto classico, ovvio persino, ma politicamente molto insidioso, che il Pd e le liste di sostegno a Lucini vorrebbero evitare.
IL PRIMO CONSIGLIO
Intanto si accelerano i tempi di riunione del primo consiglio. Il consigliere “anziano” (quello, cioè, che ha ottenuto la cifra elettorale più alta), Silvia Magni, dovrebbe convocare l’assemblea cittadina per martedì prossimo o, al più tardi, per il giorno successivo.
Il sindaco ha chiesto di fare in fretta per poter nominare subito le commissioni e portare il bilancio preventivo in discussione entro il 10 giugno. Il documento contabile va approvato non oltre il 30 giugno. Anche se predisposto dagli uffici, il bilancio dovrà comunque essere analizzato e votato dal consiglio. E non è ovviamente da escludere che dalle opposizioni giungano – com’è peraltro sempre accaduto – molti emendamenti.

Dario Campione

Nella foto:
Il nuovo consiglio comunale di Como dovrebbe riunirsi martedì prossimo (foto Baricci)
24 maggio 2012

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