Malato mio quanto mi costi

«Caro malato, ecco quanto mi costi». Da domani, tutti i pazienti che effettueranno una prestazione ambulatoriale o saranno ricoverati in un ospedale della Lombardia, assieme a referti e cartelle cliniche riceveranno anche un elenco dettagliato dei costi degli esami e delle visite. In sintesi, la Regione presenterà ai malati il conto.
Per sgomberare il campo dai dubbi, è bene ribadire che non è prevista alcuna spesa aggiuntiva per il paziente. Il conto, in sostanza, non è da pagare. «Si tratta semplicemente di un’operazione di trasparenza – dice l’assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani – La gran parte delle tasse che un cittadino versa viene spesa per la sanità. Mi sembra un segno di rispetto nei confronti degli utenti mostrare come vengono spesi i loro soldi. Consente al cittadino di prendere coscienza di come gli enti pubblici investono il denaro della collettività».
Neanche a dirlo, la decisione della giunta regionale ha scatenato un mare di polemiche. C’è chi parla di «umiliazione del malato» e anche chi paventa il rischio di una riduzione delle prescrizioni di esami, a discapito della prevenzione. «Non è affatto umiliante per una persona che sta male sapere che la collettività ha speso una certa somma per garantirgli le cure – risponde Bresciani – Semplicemente, è un diritto di ciascuno essere curato nel migliore dei modi. Indicare il costo delle terapie e degli esami è un modo per far prendere maggiore consapevolezza della situazione agli utenti. Per quanto riguarda i medici, è un segno di responsabilità non prescrivere esami non necessari, indipendentemente dal costo».
Il provvedimento entrerà in vigore domani in tutta la Lombardia. Nella prima fase di applicazione del nuovo regolamento, il costo di cure ed esami sarà indicato solo per una parte delle prestazioni, quelle particolarmente significative in rapporto allo stato di salute.
Per fare qualche esempio, saranno comunicati i costi di prestazioni come la cataratta, la Pet, l’endoscopia del pancreas e la risonanza magnetica del cuore ma non quelli relativi alla glicemia e al colesterolo. L’indicazione delle spese sarà poi via via estesa a tutti gli accertamenti, le cure e gli interventi chirurgici.
Al momento delle dimissioni dopo un periodo di degenza, il malato riceverà una lettera nella quale potrà leggere l’entità del rimborso medio corrisposto dalla Regione all’ospedale per gli esami e le cure erogate al malato stesso. Per quanto riguarda esami e prestazioni ambulatoriali, assieme al referto il paziente si vedrà indicato il costo della prestazione, suddiviso tra l’eventuale ticket pagato e la rimanente parte di spesa coperta dalla Regione.
Con il recente aumento dei ticket per le prestazioni sanitarie imposto dallo Stato, per alcune prestazioni la somma versata dal cittadino è superiore al costo effettivo dell’esame stesso. «Premesso che in Lombardia il 70% dei cittadini gode dell’esenzione per motivi di patologia o di reddito – sottolinea l’assessore – è giusto ricordare che la Regione ha deciso di rimodulare l’applicazione del ticket facendo in modo che la somma a carico del cittadino sia proporzionata al valore della prestazione stessa. È un esempio che hanno poi seguito altre Regioni e credo che lo stesso potrebbe accadere anche per l’indicazione dei costi della sanità. Non dimentichiamo che il ticket è una tassa a tutti gli effetti applicata a fronte di una riduzione dei trasferimenti da Roma che ci è stata imposta nonostante la Lombardia abbia da anni i conti in regola».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’assessore regionale Luciano Bresciani

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