Malattie cardiovascolari, in un anno 1.887 vittime

Infarto “big killer” in Lombardia
I cardiologi puntano il dito sulla crisi e sulle emozioni delle lotterie istantanee
La medicina fa progressi quotidiani, la prevenzione è sempre più di attualità. Associazioni benemerite, come Comocuore onlus-Associazione Gianmario Beretta per la lotta contro l’infarto, fanno un’opera quotidiana sul territorio. Eppure le malattie del cuore sono ancora il primo “big killer”, ossia la prima causa di morte per i lombardi. I numeri, allarmanti anche per la provincia di Como, sono stati diffusi ieri in occasione del Congresso della Società italiana di Cardiologia in corso

a Roma. Si muore più per infarto che per tumore.
Le malattie del sistema cardiocircolatorio hanno ucciso nell’ultimo anno 1.887 persone a Como. Quello del territorio lariano non è però un record negativo assoluto. A Milano le vittime sono state 11.715, a Brescia 3.503, a Varese 3.137, a Bergamo 2.941 e a Pavia 2.480. Meno decessi rispetto alla provincia di Como si sono registrati a Cremona 1.486 e a Lecco 1.044.
«Tra il 2003 e il 2007, in Lombardia – spiegano gli esperti di cardiologia – il tasso di mortalità per malattie del sistema circolatorio fa registrare un -8,1 ogni 100mila abitanti (-10,7 per gli uomini e -6,6 per le donne)».
«In Lombardia in un solo anno i ricoveri legati a malattie e disturbi dell’apparato cardiocircolatorio sono stati 214.157, dei quali 21.654 per infarto miocardico acuto».
L’appello dei cardiologi è di ascoltare il cuore anche dei giovani. Su cento ragazzi apparentemente sani, 19 hanno rivelato di avere anomalie elettrocardiografiche meritevoli di approfondimenti diagnostico. Di questi, il 13% aveva familiari con malattie cardiovascolari, il 18% ha dichiarato di fumare, l’11% di abusare di alcol e il 6% di fare uso di sostanze stupefacenti.
Secondo i cardiologi, infine, la crisi sta mettendo a dura prova il nostro cuore. Stati ansiosi vengono generati dalle Borse che vanno su e giù, dai tagli alle pensioni e dalle difficoltà ad arrivare a fine mese. «E poi – dicono gli esperti – ci sono le forti emozioni delle scommesse, che stanno aumentando, e dell’abitudine di giocare alle lotterie istantanee diventata una quotdianità per molti italiani».

Paolo Annoni

Nella foto:
Un’iniziativa di Comocuore per lo screening organizzata in piazza Cavour

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