Maltrattamenti al nido di Cernobbio: chiesto il processo per la maestra

tribinale como palazzo di giustizia

La Procura di Como ha chiesto il processo con giudizio Immediato per la maestra dell’asilo nido comunale di Cernobbio, Maria Viganò (58 anni), accusata di maltrattamenti ai danni di cinque bambini piccoli del reparto “lattanti” che le erano stati affidati. L’atto è stato notificato all’avvocato della difesa, Livia Zanetti, che avrebbe già chiesto il rito alternativo dell’Abbreviato la cui data deve però ancora essere fissata.
La vicenda era esplosa qualche mese fa, con l’ordinanza di custodia cautelare ai “domiciliari” che aveva sconvolto i genitori e lo staff del nido comunale. Si tratta di episodi che furono ripresi dalle telecamere installate dai carabinieri, che registrarono una sequenza di gesti – almeno una decina in 20 giorni – ai danni dei bambini, «lanciati violentemente nelle culle», «spintonati ripetutamente per farli sdraiare», costretti con la forza a mangiare e, più in generale, vittime di sofferenze fisiche e morali che «spesso sfociavano in pianti inconsolabili». La Procura di Como (il fascicolo è passato nelle mani del pm Giuseppe Rose) ha individuato le parti lese, ovvero i genitori di cinque piccoli frequentatori del nido che ora potranno costituirsi nel processo. Udienza che tuttavia deve ancora essere fissata visto che la difesa, come detto, ha chiesto per l’indagata il giudizio Abbreviato. La maestra d’asilo non ha mai negato le proprie colpe: nel corso dell’interrogatorio che si era tenuto di fronte al giudice che ne aveva firmato l’ordinanza – il gip Laura De Gregorio – aveva detto di «avere esagerato» e di «non cercare scuse». «Ho avuto due mesi difficili, con un grosso problema in famiglia – rispose la donna – Avrei dovuto fermarmi, mettermi in aspettativa. Ho sbagliato a non farlo ma i miei bambini mi hanno sempre apprezzata».

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