Maltrattamenti e stalking: “Codice rosso” al via. In Procura sentite ieri le prime quattro vittime

palazzo di giustizia como

La legge è stata soprannominata “Codice Rosso”, proprio come le massime urgenze del pronto soccorso.
Affronta problematiche sempre più diffuse come le violenze in famiglia e di genere, ma anche il cosiddetto “revenge porn”, ovvero la pubblicazione e la diffusione (senza il consenso di una delle due parti) di materiale privato con contenuto sessualmente esplicito. Drammatici al riguardo alcuni recenti fatti di cronaca finiti tragicamente.
Il “Codice Rosso” è entrato in vigore venerdì e ha già sortito effetti anche in Procura a Como. Ieri infatti sono già state affrontate le problematiche legate a quattro notizie di reato divise su due diversi uffici, quello affidato al pm Maria Vittoria Isella e quello del pm Antonio Nalesso.
Uno dei passaggi della legge prevede infatti che, dal momento dell’iscrizione sul registro degli indagati di un sospettato dopo la comunicazione della notizia di reato (avvenuta, appunto, venerdì scorso), la Procura debba ascoltare la parte lesa entro tre giorni prendendo immediatamente in carico la vicenda. E ieri, come detto, allo scadere del terzo giorno, le prime quattro presunte vittime sono state ascoltate al quinto piano del palazzo di giustizia, una per l’ipotesi di reato di stalking, le altre per maltrattamenti in famiglia.
La Procura di Como – per affrontare la mole di lavoro in arrivo, vista la crescita esponenziale di questi reati – ha predisposto, dopo una riunione nelle scorse settimane, un apposito protocollo.
Tutti i pubblici ministeri verranno interessati dal “Codice Rosso”. Una volta ricevuta la denuncia, la vittima verrà convocata e sentita entro tre giorni. È già stato predisposto un questionario con 42 domande da rivolgere alla parte lesa per entrare nel dettaglio della vicenda e dare un via immediato all’indagine, fascicoli che ovviamente saranno contraddistinti dal colore rosso.
Questa legge ha anche aumentato i minimi e i massimi delle pene, ha introdotto il già citato reato di “revenge porn” (anche per chi contribuisce a diffondere le immagini) e pure la pena per chi sfregia una persona sul viso deformandone l’aspetto, come nei tristemente noti fatti di cronaca legati all’utilizzo dell’acido lanciato sul volto delle vittime.
Reati che – come detto – sono in aumento e le quattro vittime sentite ieri in Procura, nel primo giorno disponibile dopo l’entrata in vigore della legge, ne sono una drammatica conferma.

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