Mamma comasca ferma i cyber bulli. Inneggiavano alla violenza su Facebook

altIl “Safer Internet Day 2014”
Oggi all’Istituto Santa Chiara la polizia spiega la Rete

L’ultimo caso è scoppiato pochi giorni fa e ha fatto il giro d’Italia. Un video viene postato sui social network: ritrae una ragazzina picchiata fuori da una scuola a Bollate da una coetanea tra l’indifferenza dei presenti. Anzi, tra gli spettatori c’è chi incita alla violenza.
Nel giro di poche ore e con la velocità mediatica che ha solo la rete, la storia si propaga. Spuntano profili fasulli (fake) della “bulla di Bollate”. E pure della vittima.
Telegiornali, siti di news e quotidiani

non hanno ancora pubblicato la storia, ma questa continua ad espandersi.
Viene pubblicato anche un altro video di un’aggressione tra due adolescenti, questa volta a Pavia. Sono immagini di un mese fa, ma sui social il tempo è sempre il presente. E violenza genera violenza.
Sui post si leggono anche minacce di morte. Nascono gruppi che inneggiano alla bulla e alle risse tra ragazzine. Dal bullismo al cyber bullismo, il passaggio è breve.
È stata una mamma comasca a fermare su Facebook la pagina “Violenza estrema” che pubblicava pesanti commenti al video della rissa di Bollate.
«Dapprima la mia denuncia non era stata ascoltata – dice la donna che è madre di una bimba di 3 anni – ma poche ore dopo mi hanno scritto di aver bloccato la pagina che incitava la violenza e che era stata rimossa, perché violava gli “standard della comunità”. Mi auguro che non ricompaiano sul web sotto altre spoglie», conclude la comasca.
E proprio sui rischi che si corrono in un mondo spesso senza filtri e mediazioni come Internet, anche quest’anno la polizia postale e delle Comunicazioni ha organizzato per oggi la sesta edizione dell’European Safer Internet Day 2014. L’iniziativa prevede che, in occasione della giornata europea della sicurezza informatica, siano organizzati incontri nelle scuole con il coinvolgimento degli studenti sul tema della sicurezza online. Per quanto riguarda la città di Como, l’incontro si svolgerà al Collegio Santa Chiara di Muggiò e saranno coinvolti tutti gli studenti della scuola secondaria di primo grado (ex scuole medie).
Il progetto coinvolge 100 città italiane e verrà realizzata anche una pagina Facebook “Unavitasocial” dove saranno riportate le impressioni degli studenti.
Obiettivo dell’iniziativa è sfruttare le potenzialità comunicative del web senza correre i rischi connessi all’adescamento, al cyber bullismo, alla violazione della privacy e del copyright. E, più in generale, l’iniziativa della polizia di Stato con il ministero dell’Università vuole evitare «comportamenti scorretti o pericolosi per se o per gli altri», si legge nel comunicato.

Paolo Annoni

Nella foto:
Una delle precedenti tappe del progetto “Una vita da social” che coinvolge 100 città capoluogo in tutta Italia

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