Manoukian: «Illusi dal rimbalzo positivo dell’estate»

Aram Manoukian presidente Confindustria Como

«È difficile, almeno nel breve periodo, intravedere segnali di ripresa, per cui, ancora una volta, facciamo appello alla coesione di tutti, affinché emerga ciò che unisce e non ciò che divide. Mi rivolgo anche ai colleghi imprenditori: è sempre più importante lavorare in filiera, trasformando la concorrenza tra imprese vicine in un reciproco e solidale supporto per riuscire a rafforzarsi in un’economia globale che ci sta abituando sempre più a grandi incertezze». Così il presidente di Confindustria Como, Aram Manoukian, commenta la situazione economica del territorio.
Sono numeri che lasciano poco spazio all’ottimismo quelli dell’Osservatorio congiunturale rapido per il mese di settembre. Il quadro di rallentamento è generalizzato per tutti gli indicatori. La diminuzione risulta prevalente su quella di aumento.
Le imprese comasche indicano un calo per ordini, attività produttiva e fatturato rispetto ai livelli dello scorso mese di luglio; la decelerazione riguarda sia le dinamiche registrate a livello nazionale, sia quelle legate all’export. In peggioramento anche le aspettative formulate per le prossime settimane, ritenute in diminuzione per oltre una realtà su tre.
«Il rimbalzo positivo dell’economia di quest’estate – sottolinea ancora Manoukian – abbastanza scontato in seguito alla riapertura dopo il lockdown di primavera con il conseguente incremento dei consumi, aveva illuso rispetto a una ripartenza che, purtroppo, i nuovi indicatori del mese di settembre e le previsioni future non confermano. La morsa del virus non si è allentata. In tutto il mondo occidentale ha ripreso vigore e le nuove, inevitabili, misure di distanziamento sociale, andranno, ancora una volta, a deprimere un’economia già parecchio fiaccata».
La domanda in Italia è considerata in contrazione per oltre un’azienda su due (54,5%), aumenta per una realtà su quattro (25%) mentre risulta stabile per il restante 20,5% del campione.
Per quanto riguarda gli ordini esteri si riscontra una decelerazione per il 42,7% delle imprese, un aumento per il 28% e livelli in tenuta per il 29,3%.
La produzione mostra evoluzioni in linea con quanto esaminato per la domanda e diminuisce per quattro realtà su dieci (40,7%), aumenta per il 24,4% delle aziende ed è infine stabile per il 34,9%.
«Pur consapevole che in un momento di emergenza sia indispensabile un’azione immediata per tappare le falle – conclude il presidente – è necessario concentrarsi ancora di più sulla visione, ampliando la propria scatola degli attrezzi, confrontandosi con i colleghi, preparando il terreno per il momento in cui si potrà tornare a seminare e a raccogliere».

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