Mantero e la rivincita 10 anni dopo. «Finalmente stop al Global Service»

L’ex assessore nel 2002 contestò il servizio e fu cacciato
«Sono scappato a gambe levate da una giunta incapace di accorgersi, dati alla mano, di come il Global Service fosse una via impraticabile. La recente decisione del sindaco Lucini di abbandonarlo è semplicemente una constatazione di un fatto evidente». Le parole sono di Cristian Mantero, ex assessore al Verde che, nel giugno del 2002, si scagliò con estrema forza contro la decisione di Stefano Bruni di proseguire sulla strada del Global Service, criticando sia le modalità dell’appalto, sia il
concetto stesso alla base del nuovo servizio. Un clima incandescente che alla fine portò alla revoca dell’incarico a Mantero. «Diciamo piuttosto che le ho provate tutte per far comprendere lo sbaglio. Mi ignorarono e me ne andai. E oggi ecco che quanto detto anni fa si è verificato», aggiunge Mantero. «Del resto, che l’appalto complessivo sul verde non fosse una buona soluzione lo si può facilmente intuire. Basta guardare la città. La manutenzione che è visibile in ogni angolo e nei giardini. Sembra in più punti una pattumiera».
L’appalto del Global Service, aggiudicato nella primavera del 2002, prevedeva la manutenzione dei 425mila metri quadrati di tutto il verde cittadino, dai giardini ai cortili delle scuole, alle aiuole, ai viali alberati, e costava alle casse comunali 516mila euro all’anno per un quadriennio. Il Comune diventava organo di controllo sull’operato delle ditte che formavano il consorzio Cst, vincitore dell’appalto, e che quindi non interveniva più direttamente sulla gestione e sulla manutenzione del verde cittadino.
«Ai tempi spesi di tasca mia circa 3mila euro e incaricai una società specializzata di Milano di analizzare i dettagli dell’operazione Global Service. Dopo circa un mese di lavoro, il responso fu chiaro. Mi dissero che il piano era perfetto, bellissimo e innovativo ma che con quel budget non sarebbe stato possibile realizzarlo. E sicuramente si sarebbe dovuto ricorrere a un rifinanziamento», ricorda Mantero. «Ma non finisce qui. Andai anche da Pierluigi Ratti e feci una proposta. Chiesi che a occuparsene, vista l’esperienza, fossero proprio loro – ricorda Mantero – Ma anche in questo caso mi risposero che con quelle somme non si sarebbe andati da nessuna parte. Anzi si correva il rischio di rovinare il verde cittadino. A questo punto esposi tutto ciò alla giunta che però tirò diritto per la propria strada. Me ne andai e oggi mi sembra di vedere che purtroppo, in più punti della città, la situazione non è certamente buona. Andate a guardare i giardini a lago».
Intanto, lo scorso lunedì, l’amministrazione ha deciso di procedere con uno spacchettamento degli appalti per la manutenzione del verde urbano e di abbandonare, quindi, l’ipotesi del Global Service. «Si tratta di un indirizzo strategico – ha commentato l’attuale assessore al Verde Daniela Gerosa – il cui obiettivo è aumentare la qualità degli interventi promossi». Infine un’ultima amara considerazione di Mantero: «Oggi la città è in pessime condizioni. Il verde è in pessime condizioni. E il confronto con la vicina Svizzera è impietoso».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Le condizioni di molti parchi e giardini della città sono pessime. Ora il Comune punta a un nuovo modello di manutenzione

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