Mantero: “Ripensiamo al turismo sul territorio”

Orticolario a Villa Erba

La città del futuro, capace di racchiudere come in uno scrigno, cultura, turismo ed economia, la si potrebbe facilmente ammirare dal lago. In pochi chilometri «i turisti e quanti arrivano a Como per affari potrebbero osservare innanzitutto Villa Olmo, che mi auguro possa tornare al suo splendore rapidamente e riappropriarsi del suo ruolo di luogo per eventi culturali di livello, a partire dalle mostre. Scivolando sulle acque del lago subito dopo ecco la Fondazione Ratti e Villa del Grumello, altri due poli catalizzatori di ciò che rappresenta il bello e l’economia fino ad arrivare a Cernobbio dove Villa Erba offre una location suggestiva per discutere di affari, a partire dal tessile che per Como rappresenta la tradizione e il futuro economico».

Le parole sono di Moritz Mantero, fondatore di Orticolario, la fiera dedicata al verde che da anni richiama a Cernobbio migliaia di appassionati e addetti del settore. «Noi che ci viviamo siamo forse assuefatti a troppe cose. Faccio l’esempio di Villa Erba e del suo magnifico parco che, negli anni ’80, i vertici delle istituzioni capirono poteva essere utilizzato come strumento di promozione. Da lì l’idea di allestire fiere, da IdeaComo fino ai giorni nostri con Proposte, nonostante le alterne fortune del polo espositivo e del comparto serico – continua Mantero – E questo è il modo di pensare».
Un ragionamento che parte dal passato e osservando il presente dovrebbe immaginare il futuro fatto «di attenzione al comparto manifatturiero e nello specifico al tessile di nicchia quale è quello di Como, da spingere anche grazie al territorio, grazie alla creazione di eventi in grado di coniugare la maestria dei nostri setaioli alla bellezza del nostro paesaggio. E, ovviamente, passo successivo, sarà quello di incentivare sempre di più il turismo che però dovrà avere caratteristiche ben precise», aggiunge sempre Mantero.

Il visitatore infatti non dovrà essere il classico turista mordi e fuggi ma «dovrà catturare persone che avranno voglia di fermarsi qualche giorno sul lago, visto tutto quello che c’è a disposizione. Insomma trasformare Como non in una destinazione giornaliera, in attesa magari di rientrare a Milano per gli eventi collaterali di una qualsiasi fiera, ma una destinazione primaria. Gli elementi ci sono tutti. «Ben venga utilizzare le location magiche che abbiamo anche per i matrimoni – conclude Mantero – Ma bisogna attrarre i visitatori a lunga permanenza. Perchè neanche i commercianti sarebbero contenti di avere flussi turistici come a Venezia».

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