Manzardo, per i 40 dipendenti si apre lo spiraglio di un anno di cassa integrazione straordinaria

Albese con Cassano – Dopo il fallimento della società
Cassa integrazione straordinaria per un anno. I sindacati la chiedono, l’azienda – e il suo curatore fallimentare – sembrano disposti ad accettare la richiesta. Sarebbe l’unico salvagente per i quaranta dipendenti della Manzardo spa di Albese con Cassano, società specializzata nella commercializzazione di prodotti idrosanitari fallita lo scorso 20 ottobre.
Quel che più ha spiazzato i lavoratori non è solo il fallimento, dato che loro sostengono come il lavoro alla Manzardo non

mancasse, quanto il fatto che sia stato comunicato senza alcun preavviso. Il 20 ottobre l’amministratore delegato della società, Nicola Gasparoni, aveva già portato i libri contabili in Tribunale. Lo stesso giorno, ai dipendenti della Manzardo è arrivata una comunicazione: «Siete in ferie fino al 31 ottobre».
Ieri sarebbero dovuti tornare in fabbrica, ma l’azienda è chiusa. Sigillata. E loro sono senza reddito. Nel pomeriggio di ieri c’è stato un incontro tra i vertici aziendali e i sindacati a Bolzano, sede legale della Manzardo, dove si è intravista la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per un anno.
Oggi è previsto un altro incontro per definire i dettagli dell’operazione. «Siamo fiduciosi di poter ottenere la cassa integrazione straordinaria per un anno, a partire già da questo mese di novembre», spiega Marina Pedraglio (Cgil).
Mentre i sindacati tentano di ammorbidire l’impatto del fallimento sui dipendenti con il ricorso alla cassa integrazione, alcuni esponenti delle rsu (rappresentanze sindacali interne all’azienda) e il curatore fallimentare stanno cercando un acquirente per la Manzardo di Albese con Cassano.
«Abbiamo trovato qualche imprenditore interessato all’azienda, ma per ora non abbiamo conferme concrete – dice Cosimo Romeo, membro delle rsu di Manzardo – Si tratta comunque di persone italiane, ma non comasche. Sappiamo che qualche altra offerta è arrivata anche al curatore fallimentare, con il quale però non abbiamo ancora parlato».
Da ieri, intanto, i quaranta dipendenti della sede di Albese della Manzardo sono ufficialmente a casa, senza lavoro né stipendio. «Siamo disorientati e sconcertati – continua Romeo – attendiamo notizie, cerchiamo di capire che cosa sarà di questo stabilimento e del nostro futuro». I dipendenti dell’azienda di Albese con Cassano ancora non riescono a spiegarsi come l’azienda sia potuta fallire perché , come sottolinea Romeo, «l’area di Como era in utile, il lavoro non mancava, e anche in Trentino la situazione era assolutamente tranquilla».
Dall’incontro di oggi si capirà se ai 40 dipendenti comaschi verrà concessa almeno la cassa integrazione straordinaria.
Lunedì prossimo, invece, nella sede della Provincia di Como si incontreranno i parlamentari lariani Alessio Butti (senatore del Pdl), Chiara Braga (deputata del Pd) e Nicola Molteni (deputato della Lega Nord). Parleranno della Sisme di Olgiate Comasco, azienda metalmeccanica che ha recentemente annunciato 200 esuberi certi, e altri 100 probabili, su un totale di 573 dipendenti.

Andrea Bambace

Nella foto:
La protesta
i dipendenti della Manzardo durante un presidio davanti ai cancelli della sede di Albese con Cassano. La società ha il quartier generale a Bolzano ed è specializzata nella distribuzione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti idrotermosanitari (Fkd)

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