Marchi e brand del territorio lariano. La Provincia contro il Comune di Como

Il Lago di Como dall'alto Il Lago di Como dall’alto

«Una stupidaggine». Il giudizio, tagliente, è di Giovanni Vanossi, sindaco di Merone e consigliere delegato, in Provincia, a Turismo e Cultura. Il bersaglio messo nel mirino da Vanossi è il «proliferare» di marchi e loghi, brand e portali Internet che «veicolano» in modo disordinato e scoordinato il Lago di Como.
Ieri mattina, nell’aula consiliare di Menaggio, Vanossi ha incontrato amministratori locali e operatori turistici per parlare di promozione in vista della nuova stagione di vacanze.
Il consigliere delegato di Villa Saporiti ha insistito molto sulla necessità di «valorizzare» il marchio Lago di Como (e il portale ad esso collegato, lakecomo.it), entrambi di proprietà della stessa Provincia e della Camera di Commercio. «Oggi questi brand non sono utilizzati in maniera ottimale – ha detto Vanossi – C’è un proliferare dannoso di marchi. Doppioni che non servono e creano anche qualche confusione».
Il riferimento esplicito è stato al logo Como Lakexperience, presentato a febbraio dai vertici di Palazzo Cernezzi e definito, appunto, una «stupidaggine». Ma anche al marchio Triangolo Lariano. «Sono sindaco di Merone e posso tranquillamente affermare che anche noi ci sentiamo parte integrante del Lago di Como».
«Oggi bisogna concentrare tutto su unico canale informativo», ha poi aggiunto Vanossi criticando la politica dei mille portali Internet, dispersiva e, a suo dire, inutile. Così come inutile si annuncia, ha concluso l’esponente di Villa Saporiti, l’idea della Regione di «promuovere il brand Visit Lombardy, punto nodale della nuova legge sul Turismo», in discussione al Pirellone.
«Non vogliamo certo negare l’importanza del brand unico – replica a distanza Luigi Cavadini, assessore al Turismo di Palazzo Cernezzi – Il nostro marchio ha come obiettivo di garantire al capoluogo una visibilità propria. Serve insomma al turismo della città ma non cancella il brand Lago di Como che continueremo a utilizzare».
Concorda invece con l’analisi di Vanossi il coordinatore dell’associazione Amici di Como, Daniele Brunati, che con il Consorzio Como Turistica gestisce un marchio quasi del tutto simile a quello cittadino, Como Lake Experience.
«Il nostro in realtà non è un vero brand – dice Brunati – Abbiamo un sito che rilancia link ad altri portali che potrebbero essere interessanti per il turista. Io credo che Vanossi abbia ragione, bisognerebbe unire eccellenze e risorse. Puntiamo su Lakecomo senza disperderci in rigagnoli».

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