Marchio doc per il missoltino. Slow food farà da garante

missoltinoIl piatto tipico del Lario diventa presidio della nota associazione

 

Missoltino del Lago di Como essiccato al sole. Il piatto più caratteristico del territorio lariano è entrato ufficialmente a far parte dei presìdi Slow Food, l’associazione che tutela gli alimenti tradizionali e i produttori che rispondono alle parole d’ordine «buono, pulito e giusto». La prima presentazione ufficiale è in programma venerdì a Genova, dove è si svolgerà il salone Slow Fish. L’annuncio dell’assegnazione del riconoscimento al missultin è stato dato ieri in

una conferenza stampa organizzata nella sede della Confederazione Nazionale Artigiani (Cna). Per poter esporre la chiocciolina di Slow Food, i produttori-ristoratori dovranno garantire che gli agoni siano pescati nel Lario e lavorati nel rispetto dell’antica tecnica che prevede l’essiccazione al sole e all’aria. Per il momento, sono due i produttori-ristoratori che potranno fregiarsi della “chiocciolina” di Slow Food: Cristian Ponzini, titolare del ristorante “Silvio” di Bellagio e Igor Fantoni. «Abbiamo già altre richieste di adesione al disciplinare di produzione – ha detto Giorgio Esposti, fiduciario della Condotta di Como di Slow Food – Ci auguriamo, naturalmente, di poter allargare il cerchio ma potremo farlo soltanto dopo aver verificato che gli operatori interessati garantiscano la provenienza del pesce e la correttezza della lavorazione». Il missoltino del Lago di Como è descritto in maniera dettagliata nel disciplinare approvato da Slow Food. «Il prodotto deve avere caratteristiche organolettiche particolari e ben precise», ha spiegato Esposti, che ha sottolineato come il missoltino debba possedere «un sapore intenso, sapido e metallico, colore dorato e consistenza morbida». Consumato tradizionalmente nei ristoranti sul Lago, il missoltino può anche essere acquistato dal produttore e preparato a domicilio. «In questo caso – dice Pamela Fantoni, pescatore di Bellagio – il prezzo finale per il consumatore è di 40 euro al kg». Il presidio Slow Food è un riconoscimento che corona un lavoro iniziato oltre 10 anni fa. «Sono quasi 15 anni che ci battiamo per arrivare ad ottenere la tracciabilità del pesce del Lago di Como e l’indicazione precisa del pescatore – ha ricordato Ponzini, presidente dell’Associazione pescatori professionisti lariani, che conta oggi 73 associati tra Como e Lecco – Il presidio Slow Food garantisce prima di tutto i consumatori, ma assicura anche un futuro ai pescatori e tutela lo stesso ecosistema del lago. Il futuro sarà la classificazione genetica del pescato nel Lago di Como». «È il coronamento di un sogno – ha aggiunto Daniele Travi, produttore del vino Domasino – Il settore della ristorazione e quello agricolo dovranno sempre più unirsi e collaborare nell’ottica del rilancio del turismo». «Il comparto alimentare della Cna promuove la cultura del cibo e sostiene la produzione locale di qualità – ha concluso il funzionario dell’associazione Enzo Fantinato – Contribuiremo alla promozione del missoltino e più in generale degli alimenti tradizionali, anche in vista di Expo 2015».

Anna Campaniello

Nella foto:
La procedura di essicazione è uno degli elementi chiave per il vero missoltino

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