Marco Citterio: «La tradizione conta, ma non è tutto»

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Andrea Camesasca: «Decisivi gli investimenti delle imprese alberghiere»

«Como attira i turisti stranieri perché è bella e perché il sistema Lago di Como nel suo complesso sta crescendo. Ora però occorre andare avanti con una programmazione comune della promozione turistica. Inoltre, il capoluogo lariano non può più permettersi di essere un cantiere nella stagione turistica».
I dati di Confesercenti sugli arrivi dei turisti stranieri in Italia non sorprendono Andrea Camesasca, vicepresidente dell’Associazione Albergatori di Como. Il Lario è nei primi 10

posti sia sul fronte del numero di presenze sia su quello della spesa degli stranieri sul territorio.
«Non è un dato inaspettato. A Como il 60% dei flussi turistici è legato all’estero. Como sta tenendo nonostante la crisi per la bellezza del territorio ma anche perché le strutture alberghiere si stanno ammodernando – aggiunge Camesasca – Dove le strutture offrono maggiori servizi, i flussi arrivano. Sul Lario abbiamo 4 hotel a 5 stelle ai massimi livelli, una ricettività importante che fa di Como una mèta ambita».
Sta funzionando anche la promozione. «Abbiamo fatto un ottimo lavoro grazie alla collaborazione tra Albergatori, Camera di Commercio e Provincia – dice Camesasca – e lavorato sulla promozione ad esempio del cineturismo, degli sport e dell’enogastronomia. Occorre andare avanti partendo proprio dalla stessa promozione. Bisogna fare programmazione comune e non improvvisare».
Andrea Camesasca chiede poi uno sforzo agli amministratori. «Dobbiamo andare avanti con ordine e pulizia – dice – Far capire che Como non dev’essere un cantiere nella stagione turistica per essere una mèta ad altissimo livello. I cantieri si programmano e non si aprono nella bella stagione. Como piace, ma non può presentarsi più come un immenso cantiere».
Marco Citterio, amministratore delegato della Fiera di Brescia, sottolinea la necessità di lavorare per fare in modo che i turisti stranieri continuino ad arrivare.
«Fino a oggi i turisti dall’estero sono arrivati comunque – dice – ma non si può fare affidamento soltanto su questo. Se non si coltivano, anche le cose che si sviluppano da sole prima o poi finiscono. Penso soprattutto al turismo legato a fiere e congressi – dice Citterio – Como gode molto delle trasferte da Milano di chi approda in Italia per le fiere. Collegandosi al Salone del Mobile, il settore del legno-arredo ha saputo conquistarsi la sua ampia fetta di visitatori, portandoli anche in Brianza e a Como. Dovrebbero fare lo stesso altri settori, come il tessile e il metalmeccanico».
“Lago di Como”, a detta di Citterio, è un logo collaudato, noto a livello internazionale.
«Per prendere in giro i bresciani dico sempre che, quando sono all’estero, non devono fare riferimento al Garda ma dire che sono vicini al Lago di Como. Il Lario gode di una tradizione e di una notorietà internazionale, ma dovrebbe fare decisamente di più per attirare i turisti e per continuare ad avere questi numeri. In questo senso, più che agli enti pubblici penso ai privati, che dovrebbero agire meglio sul fronte della promozione».

Anna Campaniello

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